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| Autore / Autrice | Selene Giari | |||
| Titolo | The narrow way | |||
| Anno | 2025 | |||
| Materia e tecnica | Stampa inkjet su carta | |||
| Dimensioni / Durata | 20×30 cm | |||
| Abstract | Questo progetto nasce dal desiderio di restituire visivamente la memoria di un luogo oscuro, angusto e profondamente segnato dalla presenza umana: le miniere della Valtrompia. Attraverso un percorso di esplorazione dei cunicoli e delle gallerie un tempo percorse dai minatori, ho documentato spazi in cui il pericolo è una presenza costante e le condizioni di lavoro erano, e restano nella memoria, estremamente dure. I luoghi che ho ritratto portano ancora i segni del sacrificio di chi vi ha lavorato, spesso a costo della propria salute e, talvolta, della vita stessa. L’insalubrità degli ambienti sotterranei ha infatti lasciato conseguenze durature, come le malattie respiratorie che colpivano gli operai anche anni dopo la fine del lavoro in miniera. Il tema centrale di questo lavoro è la tensione tra la manipolazione umana e la forza indomita della montagna; nonostante l’intervento dell’uomo, è la natura a dettare le regole. Il buio, l’umidità, la roccia e il pericolo sono elementi costanti che dominano l’esperienza visiva e fisica del sottosuolo. A completamento del lavoro fotografico, ho realizzato una serie di video ad inquadratura fissa, volti a catturare i piccoli movimenti della montagna che continuano a manifestarsi, silenziosi ma costanti, nonostante le gallerie versino oggi in stato di abbandono. Lo scorrere di fiumi sotterranei, il fischiare del vento tra i cunicoli, i rumori impercettibili della roccia: tutto questo testimonia la vita che ancora pulsa nel cuore della montagna, al di là dell’azione umana. The Narrow Way è un omaggio alla memoria operaia e a quei luoghi che, pur nascosti sotto la superficie, raccontano una parte fondamentale della storia industriale e umana della Valtrompia. |
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| Presentazione |
https://aess.regione.lombardia.it/wp-content/uploads/2026/06/The_narrow_way_AESS-def.pdf |
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| Link (Youtube o Vimeo) |
https://youtu.be/yfOhoneSkIg?si=SK8tcLyomIesFvDb
https://youtu.be/yfOhoneSkIg?si=SK8tcLyomIesFvDb |
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| REFERENCE AESS | ||||
| Media |
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| Didascalie | Selene Giari, The Narrow Way, Collio, 2025 | |||
| ISTITUTO | ||||
| –> | CFP Bauer | |||
| Corso | Nuovi media della comunicazione visiva | |||
| Materia / Disciplina | Progetto di ricerca | |||
| Docente | Sergio Giusti, Marco Paltrinieri | |||

| PROGETTO | |||||||
| Autore / Autrice | Lara Bonetti | ||||||
| Titolo | Santa Croce | ||||||
| Anno | 2026 | ||||||
| Materia e tecnica | Carta e filo di cotone | ||||||
| Dimensioni / Durata | 180cm x 500 cm | ||||||
| Abstract | Il progetto vuole raccontare le persone che promuovono e organizzano una festa come quella di Santa Croce. Questa festa si svolge ogni cinque anni nei borghi di Carzano e Novale, due dei borghi di Monteisola, sul lago d’Iseo in provincia di Brescia. Questi due borghi durante la settimana di festa si trasformano in un’esplosione di colori grazie a migliaia di fiori di carta realizzati a mano. Questa festa è nata nel Settecento, come ringraziamento alla Madonna conservata nel Santuario del Monte per aver fatto terminare l’epidemia di colera che aveva colpito i due borghi.
L’idea è di unire due elementi molto importanti: i fiori, ovvero ciò che tutti osservano quando visitano la festa, per questo chiamata anche erroneamente “Festa dei Fiori” o “Infiorata”; e quello che nessuno vede, ovvero le persone e tutto il lavoro dietro la realizzazione dell’evento. Ho pensato di realizzare un’installazione simile a quelle delle arcate che vengono allestite per tutto il paese, con dei glicini di carta, poiché il glicine è il fiore che mia nonna mi ha insegnato a fare quando ero più piccola, in occasione di un’altra festa simile a quella di Santa Croce, ma chiamata Funciù, nel paese di Gianico. L’intervento quindi consiste nello stampare su ciascun modulo dei petali i ritratti delle persone che hanno partecipato alla realizzazione di Santa Croce. |
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| Presentazione |
https://aess.regione.lombardia.it/wp-content/uploads/2026/06/Santa-Croce.pdf |
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| Link (Youtube o Vimeo) |
https://www.youtube.com/watch?v=pOrGOAY4GCQ&themeRefresh=1
https://www.youtube.com/watch?v=pOrGOAY4GCQ&themeRefresh=1 |
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| REFERENCE AESS | |||||||
| Media |
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| Didascalie | Fotografie di Federico Buscarino | ||||||
| ISTITUTO | |||||||
| –> | NABA – Nuova Accademia di Belle Arti | ||||||
| Corso | Pittura e Arti visive | ||||||
| Materia / Disciplina | Arte Pubblica | ||||||
| Docente | Stefano Boccalini | ||||||

| PROGETTO | ||||
| Autore / Autrice | Beatrice Monacelli | |||
| Titolo | Untitled | |||
| Anno | 2026 | |||
| Materia e tecnica | Carta fotografica e filo | |||
| Dimensioni / Durata | 270cm | |||
| Abstract | Il progetto si basa sull’idea di distruzione e cambiamento come risposta alla violenza della guerra. intervenendo su foto di palazzi danneggiati, questi vengono ricostruiti e restaurati per dare loro una seconda vita. In questo modo, il progetto vuole mostrare come, anche dopo la distruzione, sia possibile resistere, ricostruire e trasformare il passato in una nuova possibilità. |
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| Presentazione |
https://aess.regione.lombardia.it/wp-content/uploads/2026/06/Monacelli-Beatrice_untitled.pdf |
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| REFERENCE AESS | ||||
| Media |
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| Didascalie | Edifici danneggiati durante la guerra dei Balcani |
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| ISTITUTO | ||||
| –> | NABA – Nuova Accademia di Belle Arti | |||
| Corso | Pittura ed arti visive | |||
| Materia / Disciplina | Interventi urbani | |||
| Docente | Stefano Boccalini | |||

| PROGETTO | |||||||
| Autore / Autrice | Sveva Salvetti | ||||||
| Titolo | Incroci | ||||||
| Anno | 2026 | ||||||
| Materia e tecnica | Stampa digitale su carta | ||||||
| Dimensioni / Durata | 42 x 29,7 cm | ||||||
| Abstract | Questo progetto, incentrato sulla città di Bergamo, nasce da una ricerca all’interno dell’Archivio di Etnografia e Storia Sociale della Regione Lombardia. Partendo da alcune fotografie storiche di Bergamo bassa, ho inizialmente provato a ricrearle ma, notando che risultava riduttivo, ho scelto di non limitarmi a una sterile replica di esse, usando quegli scatti come punto di partenza per sviluppare nuove visioni. Ho circoscritto l’indagine al centro città, cuore pulsante di Bergamo, luogo in cui l’evoluzione urbana dialoga con la persistenza di punti di riferimento storici. Esplorando il centro, zona più vissuta e frequentata, il mio sguardo si è focalizzato sulle persone che lo abitano, catturando varietà di età e contesto sociale, inserite in un dialogo con l’architettura circostante. “Incroci” si propone di raccontare questo punto di incontro tra la dimensione umana e il paesaggio urbano, catturando frammenti di quotidianità tra le vie, gli edifici e, appunto, gli incroci che definiscono l’identità del centro cittadino. |
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| Presentazione |
https://aess.regione.lombardia.it/wp-content/uploads/2026/06/Salvetti-Sveva-Incroci.pdf |
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| REFERENCE AESS | |||||||
| Media |
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| Didascalie | Schwamenthal Riccardo Il centro piacentiniano con la Torre dei Caduti a Bergamo, Bergamo, 1980-1989 Manifestazione MSI-Movimento Sociale Italiano in piazza Vittorio Veneto, Bergamo, 1970-1979 Manifestazione MSI-Movimento Sociale Italiano in piazza Vittorio Veneto, Bergamo, 1970-1979 Manifestazione per il Primo Maggio. Movimento studentesco in piazza Vittorio Veneto, Bergamo, 1972 Concerto della Banda della Brigata Meccanizzata di Legnano, Bergamo, Quadriportico del Sentierone, Bergamo, 1988 Concerto di una banda musicale. Pubblico. Bergamo, Quadriportico del Sentierone, Bergamo, 1988 |
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| ISTITUTO | |||||||
| –> | Accademia di Belle Arti di Brera | ||||||
| Corso | Scultura | ||||||
| Materia / Disciplina | Fotografia | ||||||
| Docente | Paola Di Bello | ||||||

| PROGETTO | ||
| Autore / Autrice | Polina Sukhorukova | |
| Titolo | Lutto | |
| Anno | 2026 | |
| Materia e tecnica | stampa sulla carta di cottone | |
| Dimensioni / Durata | 297 x 420 mm | |
| Abstract |
Questo progetto fotografico indaga il lutto come esperienza influenzata da fattori sociali e culturali. Partendo dal concetto di disenfranchised grief di Ken Doka, la ricerca riflette sulle perdite che non sempre vengono riconosciute come legittime dalla società. Attraverso il dialogo tra le fotografie dei campi di Hammacher Arno e immagini personali di luoghi e oggetti abbandonati, il lavoro esplora il rapporto tra perdita, memoria e mortalità. Il lutto è inteso non solo come reazione emotiva, ma anche come costruzione culturale che determina quali forme di sofferenza possano essere espresse e condivise. La contemplazione di paesaggi in trasformazione e oggetti scartati diventa un mezzo per riflettere sulla finitezza dell’esistenza e su una forma di immortalità simbolica affidata alle immagini, capaci di preservare tracce della memoria oltre la scomparsa fisica. |
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| Presentazione |
https://aess.regione.lombardia.it/wp-content/uploads/2026/06/polinasukhorukova_lutto-compresso.pdf |
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| REFERENCE AESS | ||
| Media |
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| Didascalie | ITE-OPD01-0000100397 Per l’immagine ©Hammacher-AESS_AHAM_PCVQ_0812_009-01 © Arno Hammacher | Archivio di Etnografia e Storia Sociale – Regione Lombardia, Campi coltivati, s.l., s.d. |
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| ISTITUTO | ||
| –> | Accademia di Belle Arti di Brera | |
| Corso | Decorazione | |
| Materia / Disciplina | Fotografia | |
| Docente | Paola Di Bello | |

| PROGETTO | |||||
| Autore / Autrice | Yingying Yang | ||||
| Titolo | Milano sotto traccia | ||||
| Anno | 2026 | ||||
| Materia e tecnica | Stampa fotografica digitale in bianco e nero su carta opaca e barattolo alimentare proveniente da Pane Quotidiano. | ||||
| Dimensioni / Durata | 29,7 × 42 cm (H × L) | ||||
| Abstract | Il progetto nasce dall’osservazione di finestre seminterrate, grate metalliche e piccole infrastrutture urbane presenti a Milano. Dodici fotografie in bianco e nero registrano forme, superfici e aperture normalmente marginali, mettendole in relazione con un barattolo proveniente da Pane Quotidiano, storica organizzazione milanese di aiuto alimentare.
Il barattolo, ripetuto nelle immagini, diventa una traccia materiale e sociale: un elemento di distribuzione e assistenza trasferito nello spazio urbano. Il lavoro costruisce così un piccolo archivio visivo di residui, soglie e segni quotidiani. Nell’ipotesi di allestimento, le fotografie sono collocate a un’altezza bassa e alcune vengono osservate attraverso una rete metallica, invitando lo spettatore ad assumere fisicamente una posizione marginale. |
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| Presentazionev |
https://aess.regione.lombardia.it/wp-content/uploads/2026/06/Yingying_Yang-Milano-sotto-traccia.pdf |
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| REFERENCE AESS | |||||
| Media |
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| Didascalie | Riccardo Schwamenthal, Paesaggi e architetture di Bergamo e provincia, Bergamo e provincia, 1985–1989.
1. Edificio rurale. Finestra in disuso con grata in ferro, ITE-OPD00-0000090458. Archivio di Etnografia e Storia Sociale (AESS), Regione Lombardia. |
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| ISTITUTO | |||||
| Scuola / Accademia / Università | Accademia di Belle Arti di Brera | ||||
| Corso | Fotografia 1 | ||||
| Materia / Disciplina | Fotografia | ||||
| Docente (nome cognome) | Paola Di Bello | ||||

| PROGETTO | ||
| Autore / Autrice | Zyi Jiang | |
| Titolo | Tra corpo e tessuto | |
| Anno | 2026 | |
| Materia e tecnica | Carta | |
| Dimensioni / Durata | 20 x 30 cm | |
| Abstract | Tra corpo e tessuto nasce dall’osservazione del tessuto come archivio di memoria. Attraverso fotografie di tessuti usati, oggetti personali e frammenti del corpo, il progetto esplora le tracce lasciate dal tempo e dall’esperienza. Pieghe, segni e trasformazioni raccontano la relazione tra il corpo e il materiale. Il tessuto, a stretto contatto con il corpo, conserva informazioni, emozioni e ricordi della vita quotidiana. In queste immagini il corpo non appare mai completamente, ma attraverso dettagli e tracce della sua presenza. Per me il tessuto ha una doppia funzione: può conservare una memoria, ma anche nasconderla e renderla difficile da leggere. Il progetto riflette sul tessuto come uno spazio tra presenza e assenza, tra ciò che viene conservato e ciò che lentamente scompare. |
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| Presentazione |
https://aess.regione.lombardia.it/wp-content/uploads/2026/06/Tra-corpo-e-tessuto——-jiang-ziyi.pdf |
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| REFERENCE AESS | ||
| Media |
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| Didascalie | Pierluigi Navoni, Anziana al fiume con un panno, 1980–1989 | |
| ISTITUTO | ||
| –> | Accademia di Belle Arti di Brera | |
| Corso | Decorazione | |
| Materia / Disciplina | Fotografia | |
| Docente | Paola Di Bello | |

| PROGETTO | ||
| Autore / Autrice | Giulia Crispiatico | |
| Titolo | TU-TU-TU, TUTTI I GIORNI VEDO L’ALBA. | |
| Anno | 2025 | |
| Materia e tecnica | Video | |
| Dimensioni / Durata | 30 minuti | |
| Abstract | Questo progetto vuole restituire in modo immersivo e diretto la dimensione quotidiana di chi lavora sul camion, attraverso un linguaggio audiovisivo essenziale, invitando a perdersi nella visione ripetitiva e ipnotica della strada che scorre e ascoltando le voci di chi trascorre le giornate guidando per mestiere. I racconti fanno emergere le dinamiche di questa professione: la fatica, gli orari e i tempi imposti, così come una riflessione su cosa significano il tempo e le relazioni nel lavoro di oggi, soprattutto pensando che quello del camionista è un mestiere che per sua natura tiene gli autisti impegnati e lontani dalla loro vita privata per la maggior parte della giornata. In questo scenario, la voce dell’altro rompe il silenzio, informa, fa compagnia, rompe la monotonia. Il telefono diventa strumento essenziale di connessione, una forma di co-presenza a distanza che trasforma la strada da spazio solitario a rete di rapporti. Un modo per scambiarsi informazioni, tenersi svegli, alleggerire la distanza, e al contempo inevitabilmente diventa lo spazio e il tempo in cui proprio quei legami si consolidano o si creano.2025, progetto in corso. |
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| Presentazione |
https://aess.regione.lombardia.it/wp-content/uploads/2026/06/Crispiatico_TU-TU-TU-TUTTI-I-GIORNI-VEDO-L’ALBA.pdf |
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| REFERENCE AESS | ||
| Media |
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| Didascalie | Vincenzo Bucchieri con il suo camion da Siracusa. Il soffitto della cabina è ricoperto da amuleti | |
| ISTITUTO | ||
| –> | CFP Bauer | |
| Corso | Fotografia e nuovi linguaggi dei media | |
| Materia / Disciplina | Progetto finale | |
| Docente | Sergio Giusti, Marco Paltrinieri | |

| PROGETTO | |||||
| Autore / Autrice | Marica Frigerio | ||||
| Titolo | Ti aspetto qui | ||||
| Anno | 2026 | ||||
| Materia e tecnica | Ripresa video | ||||
| Dimensioni / Durata | 1920 x 1080 p / 118′ | ||||
| Abstract | La mia bisnonna materna, Geremina Buttera, è nata nel 1913 a Pagnona, in Valvarrone. Ha vissuto sui monti fino ai 10 anni e poi si è trasferita a Lecco, in città, per lavorare come bambinaia. È tornata a Pagnona durante la Seconda Guerra Mondiale, per stare con i suoi genitori ormai anziani, mentre aspettava suo marito e i suoi fratelli partiti per il fronte. Durante tutta la sua vita ha scritto poesie, il suo dolore veniva trasformato in parole che lei, con cura, appuntava con le sue mani piccole e instancabili. Come Penelope tesseva mentre attendeva il ritorno di Ulisse, lei scriveva. La gestualità dell’attesa è un sentire antico di tutte quelle generazioni di donne che si riunivano davanti al fuoco, raccontandosi storie, tessendo e filando, mentre attendevano con speranza il ritorno di qualcuno. Ora, da questa parte del mondo, quella gestualità si è persa collettivamente, ma è ancora presente dentro ognuna di noi, nella memoria delle mani. Recuperare pratiche che ravvivino questo sentire e fare comune è oggi una forma di salvezza. Ho chiesto a mia madre di trascrivere e recitare le poesie di sua nonna, e tessere con me. Tra le nostre quattro generazioni è nato un intreccio e uno scambio di gesti, che è diventato un incontro. |
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| Presentazione |
https://aess.regione.lombardia.it/wp-content/uploads/2026/06/ti-aspetto-qui_marica-frigerio.pdf |
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| Link (Youtube o Vimeo) |
https://youtu.be/xz67bIuP0QU |
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| REFERENCE AESS | |||||
| Media |
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| Didascalie | Pierluigi Navoni, Tessitura artigianale con telaio a mano – Donna anziana al lavoro – Particolare delle mani, Pagnona (LC), 1975 | ||||
| ISTITUTO | |||||
| –> | CFP Bauer | ||||
| Corso | Fotografia e nuovi linguaggi della comunicazione visiva | ||||
| Materia / Disciplina | Progetto di ricerca | ||||
| Docente (nome cognome) | Marco Paltrinieri / Sergio Giusti | ||||