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| Autore / Autrice | Laura Fornasier | |
| Titolo | 5 more minutes | |
| Anno | 2025 | |
| Materia e tecnica | fotografia attraverso vetro | |
| Dimensioni / Durata | 5:20 (video) | |
| Abstract | 5 more minutes è un progetto fotografico e video che nasce dalla volontà di riprodurre l’esperienza visiva, e di conseguenza emotiva, del mio vissuto onirico. Paesaggi, strade, l’inverno, la natura, casa, i nonni. Questi ultimi, risultato della fusione tra ricordo e desiderio, ritornano sempre quando chiudo gli occhi. E sempre succede che li vorrei trattenere un po’ di più. Le fotografie sono state scattate utilizzando il vetro come mezzo per filtrare la realtà. Quest’ultimo curva la luce, deforma i contorni, dissolve i dettagli, restituendo visivamente la sensazione che accompagna il risveglio – una zona fluida in cui il sogno si sfalda ma ne resta l’eco, e la dimensione che siamo soliti definire “reale” non ci appartiene ancora del tutto. |
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| Presentazione |
https://aess.regione.lombardia.it/wp-content/uploads/2026/07/Fornasier_Laura_5-more-minutes_presentazione.pdf |
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| Link |
https://vimeo.com/1088077496/27491d9476?fl=pl&fe=vl&turnstile=1.qmhfPN0xwsq7fyAznQTbMANAyizLuew7-JeDEDmdqNkpp-PLV2whpDNsCpzwVUEARc3RKnw8I6DFPT2i6o6dArAcQSVl2tE8sG0ZUf_C0EO2LYEH_oKQWyZ7P2X6PlyRpwbURLn4Mtx3uOQSpFyL1r6LnvniNm-hDxD_0apBNQHiQ_B7knJlC6v2o-9zbzhfYoZ4USwPgfhmPpqu5xrgUKgvFWrFbyNWmmm-5CRbdlrzCk3eEcIF-fS_3JCXRndNZGhFnVk4J-prKpqt78tPz7wNZ6vRB1huiAYVlMnyjvzMP8kHWC2hkkwY5zKjygL04bb_gfhfizPkP34qFp0qZ_rw0DbfuhduKf812aUQORptet6JN6G0LnaX5mnU4yA7AAua2mG15tdj8ICI_ruth2n5b5kg9fcN_BqvaSwT3bIC7x_pzWUdh9sdT7rWErc7TgOtHsrSupO56YvcoOEccr-yTapkkZHxiqfdja7VnZh3D_qvhg-Hq5Zw3MWh1cav4k2wYkfdDXXwq9kbiYJ-NEDrpujb0iyOU8FWW0w7bMBrXG7fdiO4QRifVqeTG22rN1XxnE0k_34roG8JwL3Qtg.B62gDR11iO4LUsuODscC8w.143915dd71330923d181b582ee76341159cfe9027216f8fe855e776d022cbf95 |
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| REFERENCE AESS | ||
| Media |
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| Didascalie | fotografia di Hammacher Arno di un dettaglio di un vaso in vetro battuto disegnato da Carlo Scarpa per Venini | |
| ISTITUTO | ||
| ➡ | CFP Bauer | |
| Corso | Fotografia e nuovi linguaggi della comunicazione visiva | |
| Materia / Disciplina | Progetto di ricerca | |
| Docente | Sergio Giusti, Marco Paltrinieri | |

| PROGETTO | |||
| Autore / Autrice | Camilla Zali | ||
| Titolo | Hortus Conclusus | ||
| Anno | 2025 | ||
| Materia e tecnica | File Digitale | ||
| Dimensioni / Durata | |||
| Abstract | L’hortus conclusus medievale è spazio inaccessibile al disordine, luogo della coltivazione del sé per il raggiungimento di un equilibrio interiore. Un orto è uno spazio verde, una fonte di sostentamento, un luogo legato ad una pratica. Coltivare è un atto di cura verso altre forme di vita e sé stessi.Il progetto fotografico Hortus Conclusus indaga le realtà degli orti urbani milanesi: l’Orto Comunitario di Niguarda e gli orti di via Cascina dei Prati.In questi spazi il veloce tempo cittadino, aereo, si ferma, in favore della matericità della terra. Varcata la soglia che separa l’orto dall’arido asfalto, il tempo si dilata, seguendo un ritmo intimo, lento. Gli scarti diventano compost e si custodiscono semenze antiche, non processabili dai macchinari agricoli industriali. Prendersi cura di una natura così fragile nel suo nascere diviene atto introspettivo. Guardiamo il legno con l’occhio di una lucertola che riposa al sole sopra di un tronco, una scala a pioli conduce nella fronda di un albero, dove si nascondono silenti fiori e un merlo dalle ali in rame. Lo spaventapasseri è protettore celeste al limitare di questo riposto microcosmo. |
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| Presentazione |
https://aess.regione.lombardia.it/wp-content/uploads/2026/06/Hortus_Conclusus_Camilla_Zali_AESS_1.pdf |
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| REFERENCE AESS | |||
| Media |
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| Didascalie | Pierluigi Navoni, Periferia Milanese. Edifici e orti urbani ai margini del quartiere Quarto Oggiaro, 1983/1984
Pierluigi Navoni, Periferia Milanese. Orti urbani vicino alla zona industriale del quartiere Quarto Oggiaro, 1983/1984 |
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| ISTITUTO | |||
| –> | CFP Bauer | ||
| Corso | Fotografia e Nuovi Linguaggi della Comunicazione Visiva | ||
| Materia / Disciplina | Progetto di Ricerca | ||
| Docente | Sergio Giusti, Marco Paltrinieri | ||

| PROGETTO | ||||
| Autore / Autrice | Selene Giari | |||
| Titolo | The narrow way | |||
| Anno | 2025 | |||
| Materia e tecnica | Stampa inkjet su carta | |||
| Dimensioni / Durata | 20×30 cm | |||
| Abstract | Questo progetto nasce dal desiderio di restituire visivamente la memoria di un luogo oscuro, angusto e profondamente segnato dalla presenza umana: le miniere della Valtrompia. Attraverso un percorso di esplorazione dei cunicoli e delle gallerie un tempo percorse dai minatori, ho documentato spazi in cui il pericolo è una presenza costante e le condizioni di lavoro erano, e restano nella memoria, estremamente dure. I luoghi che ho ritratto portano ancora i segni del sacrificio di chi vi ha lavorato, spesso a costo della propria salute e, talvolta, della vita stessa. L’insalubrità degli ambienti sotterranei ha infatti lasciato conseguenze durature, come le malattie respiratorie che colpivano gli operai anche anni dopo la fine del lavoro in miniera. Il tema centrale di questo lavoro è la tensione tra la manipolazione umana e la forza indomita della montagna; nonostante l’intervento dell’uomo, è la natura a dettare le regole. Il buio, l’umidità, la roccia e il pericolo sono elementi costanti che dominano l’esperienza visiva e fisica del sottosuolo. A completamento del lavoro fotografico, ho realizzato una serie di video ad inquadratura fissa, volti a catturare i piccoli movimenti della montagna che continuano a manifestarsi, silenziosi ma costanti, nonostante le gallerie versino oggi in stato di abbandono. Lo scorrere di fiumi sotterranei, il fischiare del vento tra i cunicoli, i rumori impercettibili della roccia: tutto questo testimonia la vita che ancora pulsa nel cuore della montagna, al di là dell’azione umana. The Narrow Way è un omaggio alla memoria operaia e a quei luoghi che, pur nascosti sotto la superficie, raccontano una parte fondamentale della storia industriale e umana della Valtrompia. |
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| Presentazione |
https://aess.regione.lombardia.it/wp-content/uploads/2026/06/The_narrow_way_AESS-def.pdf |
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| Link (Youtube o Vimeo) |
https://youtu.be/yfOhoneSkIg?si=SK8tcLyomIesFvDb
https://youtu.be/yfOhoneSkIg?si=SK8tcLyomIesFvDb |
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| REFERENCE AESS | ||||
| Media |
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| Didascalie | Selene Giari, The Narrow Way, Collio, 2025 | |||
| ISTITUTO | ||||
| –> | CFP Bauer | |||
| Corso | Nuovi media della comunicazione visiva | |||
| Materia / Disciplina | Progetto di ricerca | |||
| Docente | Sergio Giusti, Marco Paltrinieri | |||

| PROGETTO | ||
| Autore / Autrice | Giulia Crispiatico | |
| Titolo | TU-TU-TU, TUTTI I GIORNI VEDO L’ALBA. | |
| Anno | 2025 | |
| Materia e tecnica | Video | |
| Dimensioni / Durata | 30 minuti | |
| Abstract | Questo progetto vuole restituire in modo immersivo e diretto la dimensione quotidiana di chi lavora sul camion, attraverso un linguaggio audiovisivo essenziale, invitando a perdersi nella visione ripetitiva e ipnotica della strada che scorre e ascoltando le voci di chi trascorre le giornate guidando per mestiere. I racconti fanno emergere le dinamiche di questa professione: la fatica, gli orari e i tempi imposti, così come una riflessione su cosa significano il tempo e le relazioni nel lavoro di oggi, soprattutto pensando che quello del camionista è un mestiere che per sua natura tiene gli autisti impegnati e lontani dalla loro vita privata per la maggior parte della giornata. In questo scenario, la voce dell’altro rompe il silenzio, informa, fa compagnia, rompe la monotonia. Il telefono diventa strumento essenziale di connessione, una forma di co-presenza a distanza che trasforma la strada da spazio solitario a rete di rapporti. Un modo per scambiarsi informazioni, tenersi svegli, alleggerire la distanza, e al contempo inevitabilmente diventa lo spazio e il tempo in cui proprio quei legami si consolidano o si creano.2025, progetto in corso. |
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| Presentazione |
https://aess.regione.lombardia.it/wp-content/uploads/2026/06/Crispiatico_TU-TU-TU-TUTTI-I-GIORNI-VEDO-L’ALBA.pdf |
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| REFERENCE AESS | ||
| Media |
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| Didascalie | Vincenzo Bucchieri con il suo camion da Siracusa. Il soffitto della cabina è ricoperto da amuleti | |
| ISTITUTO | ||
| –> | CFP Bauer | |
| Corso | Fotografia e nuovi linguaggi dei media | |
| Materia / Disciplina | Progetto finale | |
| Docente | Sergio Giusti, Marco Paltrinieri | |

| PROGETTO | |||||
| Autore / Autrice | Marica Frigerio | ||||
| Titolo | Ti aspetto qui | ||||
| Anno | 2026 | ||||
| Materia e tecnica | Ripresa video | ||||
| Dimensioni / Durata | 1920 x 1080 p / 118′ | ||||
| Abstract | La mia bisnonna materna, Geremina Buttera, è nata nel 1913 a Pagnona, in Valvarrone. Ha vissuto sui monti fino ai 10 anni e poi si è trasferita a Lecco, in città, per lavorare come bambinaia. È tornata a Pagnona durante la Seconda Guerra Mondiale, per stare con i suoi genitori ormai anziani, mentre aspettava suo marito e i suoi fratelli partiti per il fronte. Durante tutta la sua vita ha scritto poesie, il suo dolore veniva trasformato in parole che lei, con cura, appuntava con le sue mani piccole e instancabili. Come Penelope tesseva mentre attendeva il ritorno di Ulisse, lei scriveva. La gestualità dell’attesa è un sentire antico di tutte quelle generazioni di donne che si riunivano davanti al fuoco, raccontandosi storie, tessendo e filando, mentre attendevano con speranza il ritorno di qualcuno. Ora, da questa parte del mondo, quella gestualità si è persa collettivamente, ma è ancora presente dentro ognuna di noi, nella memoria delle mani. Recuperare pratiche che ravvivino questo sentire e fare comune è oggi una forma di salvezza. Ho chiesto a mia madre di trascrivere e recitare le poesie di sua nonna, e tessere con me. Tra le nostre quattro generazioni è nato un intreccio e uno scambio di gesti, che è diventato un incontro. |
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| Presentazione |
https://aess.regione.lombardia.it/wp-content/uploads/2026/06/ti-aspetto-qui_marica-frigerio.pdf |
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| Link (Youtube o Vimeo) |
https://youtu.be/xz67bIuP0QU |
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| REFERENCE AESS | |||||
| Media |
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| Didascalie | Pierluigi Navoni, Tessitura artigianale con telaio a mano – Donna anziana al lavoro – Particolare delle mani, Pagnona (LC), 1975 | ||||
| ISTITUTO | |||||
| –> | CFP Bauer | ||||
| Corso | Fotografia e nuovi linguaggi della comunicazione visiva | ||||
| Materia / Disciplina | Progetto di ricerca | ||||
| Docente (nome cognome) | Marco Paltrinieri / Sergio Giusti | ||||

| PROGETTO | ||
| Autore / Autrice | Alice Guarino | |
| Titolo | Cor Cordium | |
| Anno | 2025 | |
| Materia e tecnica | Stampa digitale/carta | |
| Dimensioni / Durata | 15×17 cm | |
| Abstract | Cor Cordium Un progetto fotografico che nasce dal desiderio di riportare alla memoria la presenza della mia bisnonna Pierina attraverso una raccolta di oggetti che le appartenevano e l’osservazione minuziosa del luogo che più conserva le tracce del suo passaggio: la camera da letto. Lo spazio diventa archivio e testimonianza di una vita trascorsa. Bianche tende che filtrano la luce, boccette di profumo ormai evaporato, un comodino che custodisce segreti. Nel silenzio, la stanza parla da lontano, rammentando un’assenza che resiste al tempo. Nel dialogo tra fotografia, memoria e assenza, il progetto esplora il modo in cui gli oggetti e gli spazi possono farsi custodi del tempo, mantenendo viva la presenza dell’assenza di chi non c’è più. |
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| Presentazione |
https://aess.regione.lombardia.it/wp-content/uploads/2026/06/ALICE-GUARINO_COR-CORDIUM.pdf |
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| REFERENCE AESS | ||
| Media |
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| Didascalie | Magnolini Simone, Armadio con ante decorate | |
| ISTITUTO | ||
| Scuola / Accademia / Università | CFP Bauer | |
| Corso | Fotografia e i nuovi linguaggi della comunicazione | |
| Materia / Disciplina | Progetto di ricerca | |
| Docente | Sergio Giusti, Marco Paltrinierii | |