Gloria Perrone – In memoria di sé

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PROGETTO
Autore / Autrice Gloria Perrone
Titolo In memoria di sé
Anno 2025
Materia e tecnica Video performance, immagini fotografiche stampa laser trasferite su cotone con medium acrilico, carta, colla vinilica.
Dimensioni / Durata 4 ore e 22 minuti
Abstract Ho 24 anni, l’età in cui mia madre mi ha partorita. Mia madre passò dalla sua famiglia natale, direttamente a costruirne una sua. Non ha vissuto periodi intermedi. Non è mai
stata sola con se stessa.
Mia nonna, profondamente religiosa, ha vissuto il suo corpo come portatore di una missione: dare la vita.
Nella sua visione, il corpo femminile era al servizio di un compito sacro. La maternità era considerata una vocazione, un dovere verso la famiglia, verso Dio e verso la società.
E io?
Con tutto questo in mente, ho visualizzato una scena, una visione simbolica.
Ho selezionato fotografie d’archivio che richiamano l’iconografia della Madonna con Bambino, creando un racconto corale e femminile. Le immagini sono stampate su tes-
suto, trasformate in piccole toppe. Una donna inizia a cucirle una per una, con un gesto meccanico, ripetitivo. Intanto, in sottofondo, si sentono canti e ninnananne popo-
lari: suoni stordenti svuotati di poesia che anestetizzano il gesto e lo rendono quasi automatico, trascinato dall’inerzia.
Il gesto del cucire ha una forte valenza simbolica: è l’arte delle donne, il lavoro silenzioso e invisibile che tiene insieme le storie e le generazioni.
Al termine di questo lavoro lungo, faticoso, la donna ha unito tutti i pezzi: ne è nata una coperta, un grembo metaforico.
Se ne avvolge, si rannicchia al suo interno. La ninnananna si interrompe. Il gesto può finalmente fermarsi.
Ora si sente solo il battito del suo cuore, come in un’ecografia.
La madre diventa madre di sé stessa.
Ho fatto questo, in memoria di me.
Presentazione  

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https://vimeo.com/1088612981/5b798016cf?fl=ip&fe=ec

REFERENCE AESS
Media
Didascalie Madre col bambino
Madre con bambina
ISTITUTO
CFP Bauer
Corso Fotografia e Nuovi Linguaggi
Materia / Disciplina Progetto di ricerca
Docente Sergio Giusti e Marco Paltrinieri
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Laura Fornasier – 5 more minutes

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PROGETTO
Autore / Autrice Laura Fornasier
Titolo 5 more minutes
Anno 2025
Materia e tecnica fotografia attraverso vetro
Dimensioni / Durata 5:20 (video)
Abstract 5 more minutes è un progetto fotografico e video che nasce dalla volontà di riprodurre l’esperienza visiva, e di conseguenza emotiva, del mio vissuto onirico. Paesaggi, strade, l’inverno, la natura, casa, i nonni. Questi ultimi, risultato della fusione tra ricordo e desiderio, ritornano sempre quando chiudo gli occhi. E sempre succede che li vorrei trattenere un po’ di più.
Le fotografie sono state scattate utilizzando il vetro come mezzo per filtrare la realtà. Quest’ultimo curva la luce, deforma i contorni, dissolve i dettagli, restituendo visivamente la sensazione che accompagna il risveglio – una zona fluida in cui il sogno si sfalda ma ne resta l’eco, e la dimensione che siamo soliti definire “reale” non ci appartiene ancora del tutto.
Presentazione  

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https://vimeo.com/1088077496/27491d9476?fl=pl&fe=vl&turnstile=1.qmhfPN0xwsq7fyAznQTbMANAyizLuew7-JeDEDmdqNkpp-PLV2whpDNsCpzwVUEARc3RKnw8I6DFPT2i6o6dArAcQSVl2tE8sG0ZUf_C0EO2LYEH_oKQWyZ7P2X6PlyRpwbURLn4Mtx3uOQSpFyL1r6LnvniNm-hDxD_0apBNQHiQ_B7knJlC6v2o-9zbzhfYoZ4USwPgfhmPpqu5xrgUKgvFWrFbyNWmmm-5CRbdlrzCk3eEcIF-fS_3JCXRndNZGhFnVk4J-prKpqt78tPz7wNZ6vRB1huiAYVlMnyjvzMP8kHWC2hkkwY5zKjygL04bb_gfhfizPkP34qFp0qZ_rw0DbfuhduKf812aUQORptet6JN6G0LnaX5mnU4yA7AAua2mG15tdj8ICI_ruth2n5b5kg9fcN_BqvaSwT3bIC7x_pzWUdh9sdT7rWErc7TgOtHsrSupO56YvcoOEccr-yTapkkZHxiqfdja7VnZh3D_qvhg-Hq5Zw3MWh1cav4k2wYkfdDXXwq9kbiYJ-NEDrpujb0iyOU8FWW0w7bMBrXG7fdiO4QRifVqeTG22rN1XxnE0k_34roG8JwL3Qtg.B62gDR11iO4LUsuODscC8w.143915dd71330923d181b582ee76341159cfe9027216f8fe855e776d022cbf95

REFERENCE AESS
Media
Didascalie fotografia di Hammacher Arno di un dettaglio di un vaso in vetro battuto disegnato da Carlo Scarpa per Venini
ISTITUTO
CFP Bauer
Corso Fotografia e nuovi linguaggi della comunicazione visiva
Materia / Disciplina Progetto di ricerca
Docente Sergio Giusti, Marco Paltrinieri
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Camilla Zali – Hortus Conclusus

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PROGETTO
Autore / Autrice Camilla Zali
Titolo Hortus Conclusus
Anno 2025
Materia e tecnica File Digitale
Dimensioni / Durata
Abstract L’hortus conclusus medievale è spazio inaccessibile al disordine, luogo della coltivazione del sé per il raggiungimento di un equilibrio interiore.
Un orto è uno spazio verde, una fonte di sostentamento, un luogo legato ad una pratica. Coltivare è un atto di cura verso altre forme di vita e sé stessi.Il progetto fotografico Hortus Conclusus indaga le realtà degli orti urbani milanesi: l’Orto Comunitario di Niguarda e gli orti di via Cascina dei Prati.In questi spazi il veloce tempo cittadino, aereo, si ferma, in favore della matericità della terra.
Varcata la soglia che separa l’orto dall’arido asfalto, il tempo si dilata, seguendo un ritmo intimo, lento. Gli scarti diventano compost e si custodiscono semenze antiche, non processabili dai macchinari agricoli industriali. Prendersi cura di una natura così fragile nel suo nascere diviene atto introspettivo.

Guardiamo il legno con l’occhio di una lucertola che riposa al sole sopra di un tronco, una scala a pioli conduce nella fronda di un albero, dove si nascondono silenti fiori e un merlo dalle ali in rame. Lo spaventapasseri è protettore celeste al limitare di questo riposto microcosmo.

Presentazione  

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REFERENCE AESS
Media
Didascalie Pierluigi Navoni, Periferia Milanese. Edifici e orti urbani ai margini del quartiere Quarto Oggiaro, 1983/1984

Pierluigi Navoni, Periferia Milanese. Orti urbani vicino alla zona industriale del quartiere Quarto Oggiaro, 1983/1984

ISTITUTO
–> CFP Bauer
Corso Fotografia e Nuovi Linguaggi della Comunicazione Visiva
Materia / Disciplina Progetto di Ricerca
Docente Sergio Giusti, Marco Paltrinieri
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Selene Giari – The narrow way

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PROGETTO
Autore / Autrice Selene Giari
Titolo The narrow way
Anno 2025
Materia e tecnica Stampa inkjet su carta
Dimensioni / Durata 20×30 cm
Abstract Questo progetto nasce dal desiderio di restituire visivamente la memoria di un luogo oscuro, angusto e profondamente segnato dalla presenza umana: le miniere della Valtrompia.
Attraverso un percorso di esplorazione dei cunicoli e delle gallerie un tempo percorse dai minatori, ho documentato spazi in cui il pericolo è una presenza costante e le condizioni di lavoro erano, e restano nella memoria, estremamente dure.
I luoghi che ho ritratto portano ancora i segni del sacrificio di chi vi ha lavorato, spesso a costo della propria salute e, talvolta, della vita stessa.
L’insalubrità degli ambienti sotterranei ha infatti lasciato conseguenze durature, come le malattie respiratorie che colpivano gli operai anche anni dopo la fine del lavoro in miniera.
Il tema centrale di questo lavoro è la tensione tra la manipolazione umana e la forza indomita della montagna; nonostante l’intervento dell’uomo, è la natura a dettare le regole.
Il buio, l’umidità, la roccia e il pericolo sono elementi costanti che dominano l’esperienza visiva e fisica del sottosuolo.
A completamento del lavoro fotografico, ho realizzato una serie di video ad inquadratura fissa, volti a catturare i piccoli movimenti della montagna che continuano a manifestarsi, silenziosi ma costanti, nonostante le gallerie versino oggi in stato di abbandono.
Lo scorrere di fiumi sotterranei, il fischiare del vento tra i cunicoli, i rumori impercettibili della roccia: tutto questo testimonia la vita che ancora pulsa nel cuore della montagna, al di là dell’azione umana.
The Narrow Way è un omaggio alla memoria operaia e a quei luoghi che, pur nascosti sotto la superficie, raccontano una parte fondamentale della storia industriale e umana della Valtrompia.
Presentazione  

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Link (Youtube o Vimeo)  

https://youtu.be/yfOhoneSkIg?si=SK8tcLyomIesFvDb

 

https://youtu.be/yfOhoneSkIg?si=SK8tcLyomIesFvDb

REFERENCE AESS
Media
Didascalie Selene Giari, The Narrow Way, Collio, 2025
ISTITUTO
–> CFP Bauer
Corso Nuovi media della comunicazione visiva
Materia / Disciplina Progetto di ricerca
Docente Sergio Giusti, Marco Paltrinieri
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Giulia Crispiatico – TU-TU-TU, Tutti i giorni vedo l’alba

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PROGETTO
Autore / Autrice     Giulia Crispiatico
Titolo TU-TU-TU, TUTTI I GIORNI VEDO L’ALBA.
Anno 2025
Materia e tecnica Video
Dimensioni / Durata 30 minuti
Abstract Questo progetto vuole restituire in modo immersivo e diretto la dimensione quotidiana di chi lavora sul camion, attraverso un linguaggio audiovisivo essenziale, invitando a perdersi nella visione ripetitiva e ipnotica della strada che scorre e ascoltando le voci di chi trascorre le giornate guidando per mestiere.
I racconti fanno emergere le dinamiche di questa professione: la fatica, gli orari e i tempi imposti, così come una riflessione su cosa significano il tempo e le relazioni nel lavoro di oggi, soprattutto pensando che quello del camionista è un mestiere che per sua natura tiene gli autisti impegnati e lontani dalla loro vita privata per la maggior parte della giornata.
In questo scenario, la voce dell’altro rompe il silenzio, informa, fa compagnia, rompe la monotonia. Il telefono diventa strumento essenziale di connessione, una forma di co-presenza a distanza che trasforma la strada da spazio solitario a rete di rapporti. Un modo per scambiarsi informazioni, tenersi svegli, alleggerire la distanza, e al contempo inevitabilmente diventa lo spazio e il tempo in cui proprio quei legami si consolidano o si creano.2025, progetto in corso.
Presentazione  

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REFERENCE AESS
Media
Didascalie Vincenzo Bucchieri con il suo camion da Siracusa. Il soffitto della cabina è ricoperto da amuleti
ISTITUTO
–> CFP Bauer
Corso Fotografia e nuovi linguaggi dei media
Materia / Disciplina Progetto finale
Docente Sergio Giusti, Marco Paltrinieri
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https://aess.regione.lombardia.it/?p=7182

Marica Frigerio – Ti aspetto qui

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PROGETTO
Autore / Autrice Marica Frigerio
Titolo Ti aspetto qui
Anno 2026
Materia e tecnica Ripresa video
Dimensioni / Durata 1920 x 1080 p / 118′
Abstract La mia bisnonna materna, Geremina Buttera, è nata nel 1913 a Pagnona,
in Valvarrone. Ha vissuto sui monti fino ai 10 anni e poi si è trasferita a Lecco, in città, per lavorare come bambinaia.
È tornata a Pagnona durante la Seconda Guerra Mondiale, per stare con i suoi genitori ormai anziani, mentre aspettava suo marito e i suoi fratelli partiti per il fronte.
Durante tutta la sua vita ha scritto poesie, il suo dolore veniva trasformato in parole che lei, con cura, appuntava con le sue mani piccole e instancabili.
Come Penelope tesseva mentre attendeva il ritorno di Ulisse, lei scriveva.
La gestualità dell’attesa è un sentire antico di tutte quelle generazioni di donne che si riunivano davanti al fuoco, raccontandosi storie, tessendo e filando, mentre attendevano con speranza il ritorno di qualcuno.
Ora, da questa parte del mondo, quella gestualità si è persa collettivamente, ma è ancora presente dentro ognuna di noi, nella memoria delle mani.
Recuperare pratiche che ravvivino questo sentire e fare comune è oggi una forma di salvezza.
Ho chiesto a mia madre di trascrivere e recitare le poesie di sua nonna, e tessere con me. Tra le nostre quattro generazioni è nato un intreccio e uno scambio di gesti, che è diventato un incontro.
Presentazione  

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Link (Youtube o Vimeo)  

https://youtu.be/xz67bIuP0QU

 

https://youtu.be/xz67bIuP0QU

REFERENCE AESS
Media
Didascalie Pierluigi Navoni, Tessitura artigianale con telaio a mano – Donna anziana al lavoro – Particolare delle mani, Pagnona (LC), 1975
ISTITUTO
–> CFP Bauer
Corso Fotografia e nuovi linguaggi della comunicazione visiva
Materia / Disciplina Progetto di ricerca
Docente (nome cognome) Marco Paltrinieri / Sergio Giusti
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https://aess.regione.lombardia.it/?p=7164

Alice Guarino – Cor Cordium

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PROGETTO
Autore / Autrice    Alice Guarino
Titolo Cor Cordium
Anno 2025
Materia e tecnica Stampa digitale/carta
Dimensioni / Durata 15×17 cm
Abstract Cor Cordium
Un progetto fotografico che nasce dal desiderio di riportare alla memoria la presenza della mia bisnonna Pierina attraverso una raccolta di oggetti che le appartenevano e l’osservazione minuziosa del luogo che più conserva le tracce del suo passaggio: la camera da letto. Lo spazio diventa archivio e testimonianza di una vita trascorsa. Bianche tende che filtrano la luce, boccette di profumo ormai evaporato, un comodino che custodisce segreti. Nel silenzio, la stanza parla da lontano, rammentando un’assenza che resiste al tempo. Nel dialogo tra fotografia, memoria e assenza, il progetto esplora il modo in cui gli oggetti e gli spazi possono farsi custodi del tempo, mantenendo viva la presenza dell’assenza di chi non c’è più.
Presentazione  

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REFERENCE AESS
Media
Didascalie Magnolini Simone, Armadio con ante decorate
ISTITUTO
Scuola / Accademia / Università CFP Bauer
Corso Fotografia e i nuovi linguaggi della comunicazione
Materia / Disciplina Progetto di ricerca
Docente Sergio Giusti, Marco Paltrinierii
QR Code

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https://aess.regione.lombardia.it/?p=7148