Video performance, immagini fotografiche stampa laser trasferite su cotone con medium acrilico, carta, colla vinilica.
Dimensioni / Durata
4 ore e 22 minuti
Abstract
Ho 24 anni, l’età in cui mia madre mi ha partorita. Mia madre passò dalla sua famiglia natale, direttamente a costruirne una sua. Non ha vissuto periodi intermedi. Non è mai
stata sola con se stessa.
Mia nonna, profondamente religiosa, ha vissuto il suo corpo come portatore di una missione: dare la vita.
Nella sua visione, il corpo femminile era al servizio di un compito sacro. La maternità era considerata una vocazione, un dovere verso la famiglia, verso Dio e verso la società.
E io?
Con tutto questo in mente, ho visualizzato una scena, una visione simbolica.
Ho selezionato fotografie d’archivio che richiamano l’iconografia della Madonna con Bambino, creando un racconto corale e femminile. Le immagini sono stampate su tes-
suto, trasformate in piccole toppe. Una donna inizia a cucirle una per una, con un gesto meccanico, ripetitivo. Intanto, in sottofondo, si sentono canti e ninnananne popo-
lari: suoni stordenti svuotati di poesia che anestetizzano il gesto e lo rendono quasi automatico, trascinato dall’inerzia.
Il gesto del cucire ha una forte valenza simbolica: è l’arte delle donne, il lavoro silenzioso e invisibile che tiene insieme le storie e le generazioni.
Al termine di questo lavoro lungo, faticoso, la donna ha unito tutti i pezzi: ne è nata una coperta, un grembo metaforico.
Se ne avvolge, si rannicchia al suo interno. La ninnananna si interrompe. Il gesto può finalmente fermarsi.
Ora si sente solo il battito del suo cuore, come in un’ecografia.
La madre diventa madre di sé stessa.
Ho fatto questo, in memoria di me.