| Abstract |
Quest’opera trae ispirazione dal tradizionale festival popolare italiano Carnevale di Schignano. Attraverso l’osservazione e lo studio dei suoi rituali, dei personaggi che lo animano e del suo sistema simbolico, cerco di indagare il modo in cui le strutture di classe e di potere vengano costantemente rimodellate, tramandate e riprodotte nel corso della storia e della trasmissione culturale.
L’opera è composta da tre gruppi di maschere, corrispondenti a tre identità sociali: il “ricco”, il “povero” e il “migrante”. La maschera del ricco adotta una struttura triangolare, ispirata all’immaginario visivo della piramide sociale, simbolo della minoranza che detiene risorse e potere; il sigaro posto in bocca richiama inoltre gli stereotipi associati alle classi benestanti nella cultura popolare. La maschera del povero presenta una forma conica e una piccola apertura visiva collocata sulla punta, limitando il campo visivo di chi la indossa: una metafora di come le disuguaglianze nell’accesso all’istruzione e alle opportunità sociali influenzino l’ampiezza e le modalità con cui gli individui percepiscono il mondo. La maschera del migrante, invece, è basata su una forma circolare, simbolo di appartenenza, comunità e identità; la sua superficie è ricoperta di occhi, a suggerire la condizione di costante osservazione, scrutinio ed etichettamento a cui migranti e gruppi marginalizzati sono spesso sottoposti.
Attraverso una reinterpretazione del linguaggio tradizionale delle maschere carnevalesche, l’opera trasforma gli elementi simbolici della cultura folklorica in una riflessione sulla realtà sociale contemporanea, invitando il pubblico a riesaminare le relazioni complesse e persistenti tra classe sociale, identità e potere. |