Fotoincisione su lamiera in alpacca bagnata d’argento
Dimensioni / Durata
150x150mm
Abstract
L’opera nasce da una riflessione sulla fotografia analogica come traccia materiale di un evento luminoso. Nel momento dello scatto, la luce viene assorbita dalla pellicola e trasformata in materia, fissando un istante destinato al passato. Trasferita su una superficie argentata, l’immagine diventa il luogo di una possibile rinascita della stessa luce, che torna a manifestarsi attraverso riflessi, bagliori e presenze mutevoli. Lo sguardo della bambina emerge soltanto nell’incontro con quello dello spettatore, attivando una relazione che mette in dialogo passato e presente. Su questa superficie si consuma il conflitto, la luce dell’immagine tenta di riaffiorare mentre la luce contemporanea la investe e la trasforma. L’ossidazione dell’argento diventa così testimonianza viva di questo processo, segno di una continua lotta per la sopravvivenza della memoria dei vinti e ciò che il presente tende a dimenticare.