



| PROGETTO | |
| Autore / Autrice | De Santis, Boccardo, Frattini, Gennari, Maciel |
| Titolo | CO.RE_Rete del Patrimonio Intangibile Lombardo |
| Anno | 2026 |
| Materia e tecnica | Presentazione digitale |
| Dimensioni / Durata | |
| Abstract | CO.RE si propone come una soluzione progettuale strategica per l’operato di AESS, configurandosi come una rete di collaborazione operativa e informale che riunisce istituzioni archivistiche, presidi territoriali e musei lombardi impegnati nella conservazione e nella riattivazione del patrimonio e della storia sociale. Questo ecosistema relazionale e generativo mette al centro lo scambio orizzontale di competenze e il mutuo aiuto tra i partner, superando i vincoli e facilitando gli scambi informali, per favorire un’azione concreta. Attraverso strumenti dedicati e un fare comune, la rete colma i gap operativi e connette le realtà locali, trasformando la distanza geografica in una risorsa strategica per rendere il patrimonio intangibile lombardo una risorsa viva, partecipata e accessibile a nuovi pubblici. |
| Presentazione |
Scarica Allegato
https://aess.regione.lombardia.it/wp-content/uploads/2026/07/Bauer_2026_4_c.pdf |
| REFERENCE AESS | |
| Didascalie | |
| ISTITUTO | |
| ➡ | CFP Bauer |
| Corso | Strategic Visual Designer per la cultura e il territorio |
| Materia / Disciplina | Project Work- Metodologia e concept |
| Docente | Ece Özdil |

| PROGETTO | |
| Autore / Autrice | Bossi, Breda, Guerra, Sala, Termine |
| Titolo | SEMI:Strumenti per l’esplorazione della memoria e delle identità |
| Anno | 2026 |
| Materia e tecnica | Presentazione digitale |
| Dimensioni / Durata | |
| Abstract | SEMI propone una nuova metodologia progettuale replicabile e adattabile, progettata per rendere il pubblico co-autore del patrimonio AESS. Attraverso un unico metodo, AESS sarà in grado di seguire un progetto dall’avvio fino alla fine utilizzando degli strumenti specifici per ogni fase, verso la realizzazione un metodo progettuale riconoscibile. Il metodo è articolato in sei fasi: scoprire, conoscere, coltivare, raccogliere, diffondere e proteggere. Grazie a un linguaggio chiaro e inclusivo, permette il coinvolgimento di comunità diverse e rende il patrimonio accessibile anche al di fuori degli ambiti specialistici. |
| Presentazione |
Scarica Allegato
https://aess.regione.lombardia.it/wp-content/uploads/2026/07/Bauer_2026_2.pdf |
| REFERENCE AESS | |
| Didascalie | |
| ISTITUTO | |
| ➡ | CFP Bauer |
| Corso | Strategic Visual Designer per la cultura e il territorio |
| Materia / Disciplina | Project Work- Metodologia e concept |
| Docente | Ece Özdil |

| PROGETTO | |
| Autore / Autrice | Anut, Avagnano, Colombo, Facchinetti, Manansala, Zambrana |
| Titolo | YouthLink |
| Anno | 2026 |
| Materia e tecnica | Presentazione digitale |
| Dimensioni / Durata | |
| Abstract | YouthLink è un progetto pensato per AESS con l’obiettivo di costruire un ecosistema multidisciplinare in cui giovani talenti entrano attivamente nei processi dell’ente, portando visioni fresche e approcci sperimentali. L’iniziativa agisce contemporaneamente su più livelli: trasforma i collaboratori in agenti di cambiamento organizzativo, rinnova i format attraverso workshop e contest progettati con linguaggi contemporanei, e ridisegna la comunicazione visiva e digitale per rendere AESS una realtà più aperta e accessibile a pubblici diversi. Il tutto è sostenuto dalla collaborazione di comuni ed ecomusei, che contribuiscono alla realizzazione degli eventi lungo l’anno. L’ambizione di fondo è fare di AESS non più un soggetto settoriale chiuso, ma una piattaforma orizzontale capace di interpretare e anticipare le traiettorie culturali del presente. |
| Presentazione |
Scarica Allegato
https://aess.regione.lombardia.it/wp-content/uploads/2026/07/Bauer_2026_3.pdf |
| REFERENCE AESS | |
| Didascalie | |
| ISTITUTO | |
| ➡ | CFP Bauer |
| Corso | Strategic Visual Designer per la cultura e il territorio |
| Materia / Disciplina | Project Work- Metodologia e concept |
| Docente | Ece Özdil |

| PROGETTO | |
| Autore / Autrice | De Vecchi, Gavazzi, Di Ceglie, Luongo, Vecchio |
| Titolo | OLE – Osservatorio Locale Etnografico |
| Anno | 2026 |
| Materia e tecnica | Presentazione digitale |
| Dimensioni / Durata | |
| Abstract | OLE (Osservatorio Locale Etnografico) è un progetto subordinato ad AESS che promuove uno spazio di scambio e co-progettazione con la comunità. Attraverso luoghi satellite radicati sul territorio, mette a disposizione conoscenze e strumenti di AESS, funzionando sia come generatore di idee e saperi sia come spazio di incontro informale. Allo stesso tempo opera come osservatorio delle comunità, raccogliendo materiale etnografico contemporaneo. Il progetto unisce attenzione alla tradizione e al passato con uno sguardo rivolto al presente, riprendendo l’approccio delle attività di ricerca sul campo svolte in passato dalle équipe di documentazione. |
| Presentazione |
Scarica Allegato
https://aess.regione.lombardia.it/wp-content/uploads/2026/07/Ole_Bauer_2026.pdf |
| REFERENCE AESS | |
| Didascalie | |
| ISTITUTO | |
| ➡ | CFP Bauer |
| Corso | Strategic Visual Designer per la cultura e il territorio |
| Materia / Disciplina | Project Work- Metodologia e concept |
| Docente | Ece Özdil |

| PROGETTO | ||
| Autore / Autrice | Laura Fornasier | |
| Titolo | 5 more minutes | |
| Anno | 2025 | |
| Materia e tecnica | fotografia attraverso vetro | |
| Dimensioni / Durata | 5:20 (video) | |
| Abstract | 5 more minutes è un progetto fotografico e video che nasce dalla volontà di riprodurre l’esperienza visiva, e di conseguenza emotiva, del mio vissuto onirico. Paesaggi, strade, l’inverno, la natura, casa, i nonni. Questi ultimi, risultato della fusione tra ricordo e desiderio, ritornano sempre quando chiudo gli occhi. E sempre succede che li vorrei trattenere un po’ di più. Le fotografie sono state scattate utilizzando il vetro come mezzo per filtrare la realtà. Quest’ultimo curva la luce, deforma i contorni, dissolve i dettagli, restituendo visivamente la sensazione che accompagna il risveglio – una zona fluida in cui il sogno si sfalda ma ne resta l’eco, e la dimensione che siamo soliti definire “reale” non ci appartiene ancora del tutto. |
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| Presentazione |
https://aess.regione.lombardia.it/wp-content/uploads/2026/07/Fornasier_Laura_5-more-minutes_presentazione.pdf |
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| Link |
https://vimeo.com/1088077496/27491d9476?fl=pl&fe=vl&turnstile=1.qmhfPN0xwsq7fyAznQTbMANAyizLuew7-JeDEDmdqNkpp-PLV2whpDNsCpzwVUEARc3RKnw8I6DFPT2i6o6dArAcQSVl2tE8sG0ZUf_C0EO2LYEH_oKQWyZ7P2X6PlyRpwbURLn4Mtx3uOQSpFyL1r6LnvniNm-hDxD_0apBNQHiQ_B7knJlC6v2o-9zbzhfYoZ4USwPgfhmPpqu5xrgUKgvFWrFbyNWmmm-5CRbdlrzCk3eEcIF-fS_3JCXRndNZGhFnVk4J-prKpqt78tPz7wNZ6vRB1huiAYVlMnyjvzMP8kHWC2hkkwY5zKjygL04bb_gfhfizPkP34qFp0qZ_rw0DbfuhduKf812aUQORptet6JN6G0LnaX5mnU4yA7AAua2mG15tdj8ICI_ruth2n5b5kg9fcN_BqvaSwT3bIC7x_pzWUdh9sdT7rWErc7TgOtHsrSupO56YvcoOEccr-yTapkkZHxiqfdja7VnZh3D_qvhg-Hq5Zw3MWh1cav4k2wYkfdDXXwq9kbiYJ-NEDrpujb0iyOU8FWW0w7bMBrXG7fdiO4QRifVqeTG22rN1XxnE0k_34roG8JwL3Qtg.B62gDR11iO4LUsuODscC8w.143915dd71330923d181b582ee76341159cfe9027216f8fe855e776d022cbf95 |
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| REFERENCE AESS | ||
| Media |
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| Didascalie | fotografia di Hammacher Arno di un dettaglio di un vaso in vetro battuto disegnato da Carlo Scarpa per Venini | |
| ISTITUTO | ||
| ➡ | CFP Bauer | |
| Corso | Fotografia e nuovi linguaggi della comunicazione visiva | |
| Materia / Disciplina | Progetto di ricerca | |
| Docente | Sergio Giusti, Marco Paltrinieri | |

| PROGETTO | |||
| Autore / Autrice | Camilla Zali | ||
| Titolo | Hortus Conclusus | ||
| Anno | 2025 | ||
| Materia e tecnica | File Digitale | ||
| Dimensioni / Durata | |||
| Abstract | L’hortus conclusus medievale è spazio inaccessibile al disordine, luogo della coltivazione del sé per il raggiungimento di un equilibrio interiore. Un orto è uno spazio verde, una fonte di sostentamento, un luogo legato ad una pratica. Coltivare è un atto di cura verso altre forme di vita e sé stessi.Il progetto fotografico Hortus Conclusus indaga le realtà degli orti urbani milanesi: l’Orto Comunitario di Niguarda e gli orti di via Cascina dei Prati.In questi spazi il veloce tempo cittadino, aereo, si ferma, in favore della matericità della terra. Varcata la soglia che separa l’orto dall’arido asfalto, il tempo si dilata, seguendo un ritmo intimo, lento. Gli scarti diventano compost e si custodiscono semenze antiche, non processabili dai macchinari agricoli industriali. Prendersi cura di una natura così fragile nel suo nascere diviene atto introspettivo. Guardiamo il legno con l’occhio di una lucertola che riposa al sole sopra di un tronco, una scala a pioli conduce nella fronda di un albero, dove si nascondono silenti fiori e un merlo dalle ali in rame. Lo spaventapasseri è protettore celeste al limitare di questo riposto microcosmo. |
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| Presentazione |
https://aess.regione.lombardia.it/wp-content/uploads/2026/06/Hortus_Conclusus_Camilla_Zali_AESS_1.pdf |
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| REFERENCE AESS | |||
| Media |
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| Didascalie | Pierluigi Navoni, Periferia Milanese. Edifici e orti urbani ai margini del quartiere Quarto Oggiaro, 1983/1984
Pierluigi Navoni, Periferia Milanese. Orti urbani vicino alla zona industriale del quartiere Quarto Oggiaro, 1983/1984 |
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| ISTITUTO | |||
| –> | CFP Bauer | ||
| Corso | Fotografia e Nuovi Linguaggi della Comunicazione Visiva | ||
| Materia / Disciplina | Progetto di Ricerca | ||
| Docente | Sergio Giusti, Marco Paltrinieri | ||

| PROGETTO | ||||
| Autore / Autrice | Selene Giari | |||
| Titolo | The narrow way | |||
| Anno | 2025 | |||
| Materia e tecnica | Stampa inkjet su carta | |||
| Dimensioni / Durata | 20×30 cm | |||
| Abstract | Questo progetto nasce dal desiderio di restituire visivamente la memoria di un luogo oscuro, angusto e profondamente segnato dalla presenza umana: le miniere della Valtrompia. Attraverso un percorso di esplorazione dei cunicoli e delle gallerie un tempo percorse dai minatori, ho documentato spazi in cui il pericolo è una presenza costante e le condizioni di lavoro erano, e restano nella memoria, estremamente dure. I luoghi che ho ritratto portano ancora i segni del sacrificio di chi vi ha lavorato, spesso a costo della propria salute e, talvolta, della vita stessa. L’insalubrità degli ambienti sotterranei ha infatti lasciato conseguenze durature, come le malattie respiratorie che colpivano gli operai anche anni dopo la fine del lavoro in miniera. Il tema centrale di questo lavoro è la tensione tra la manipolazione umana e la forza indomita della montagna; nonostante l’intervento dell’uomo, è la natura a dettare le regole. Il buio, l’umidità, la roccia e il pericolo sono elementi costanti che dominano l’esperienza visiva e fisica del sottosuolo. A completamento del lavoro fotografico, ho realizzato una serie di video ad inquadratura fissa, volti a catturare i piccoli movimenti della montagna che continuano a manifestarsi, silenziosi ma costanti, nonostante le gallerie versino oggi in stato di abbandono. Lo scorrere di fiumi sotterranei, il fischiare del vento tra i cunicoli, i rumori impercettibili della roccia: tutto questo testimonia la vita che ancora pulsa nel cuore della montagna, al di là dell’azione umana. The Narrow Way è un omaggio alla memoria operaia e a quei luoghi che, pur nascosti sotto la superficie, raccontano una parte fondamentale della storia industriale e umana della Valtrompia. |
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| Presentazione |
https://aess.regione.lombardia.it/wp-content/uploads/2026/06/The_narrow_way_AESS-def.pdf |
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| Link (Youtube o Vimeo) |
https://youtu.be/yfOhoneSkIg?si=SK8tcLyomIesFvDb
https://youtu.be/yfOhoneSkIg?si=SK8tcLyomIesFvDb |
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| REFERENCE AESS | ||||
| Media |
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| Didascalie | Selene Giari, The Narrow Way, Collio, 2025 | |||
| ISTITUTO | ||||
| –> | CFP Bauer | |||
| Corso | Nuovi media della comunicazione visiva | |||
| Materia / Disciplina | Progetto di ricerca | |||
| Docente | Sergio Giusti, Marco Paltrinieri | |||

| PROGETTO | ||
| Autore / Autrice | Giulia Crispiatico | |
| Titolo | TU-TU-TU, TUTTI I GIORNI VEDO L’ALBA. | |
| Anno | 2025 | |
| Materia e tecnica | Video | |
| Dimensioni / Durata | 30 minuti | |
| Abstract | Questo progetto vuole restituire in modo immersivo e diretto la dimensione quotidiana di chi lavora sul camion, attraverso un linguaggio audiovisivo essenziale, invitando a perdersi nella visione ripetitiva e ipnotica della strada che scorre e ascoltando le voci di chi trascorre le giornate guidando per mestiere. I racconti fanno emergere le dinamiche di questa professione: la fatica, gli orari e i tempi imposti, così come una riflessione su cosa significano il tempo e le relazioni nel lavoro di oggi, soprattutto pensando che quello del camionista è un mestiere che per sua natura tiene gli autisti impegnati e lontani dalla loro vita privata per la maggior parte della giornata. In questo scenario, la voce dell’altro rompe il silenzio, informa, fa compagnia, rompe la monotonia. Il telefono diventa strumento essenziale di connessione, una forma di co-presenza a distanza che trasforma la strada da spazio solitario a rete di rapporti. Un modo per scambiarsi informazioni, tenersi svegli, alleggerire la distanza, e al contempo inevitabilmente diventa lo spazio e il tempo in cui proprio quei legami si consolidano o si creano.2025, progetto in corso. |
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| Presentazione |
https://aess.regione.lombardia.it/wp-content/uploads/2026/06/Crispiatico_TU-TU-TU-TUTTI-I-GIORNI-VEDO-L’ALBA.pdf |
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| REFERENCE AESS | ||
| Media |
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| Didascalie | Vincenzo Bucchieri con il suo camion da Siracusa. Il soffitto della cabina è ricoperto da amuleti | |
| ISTITUTO | ||
| –> | CFP Bauer | |
| Corso | Fotografia e nuovi linguaggi dei media | |
| Materia / Disciplina | Progetto finale | |
| Docente | Sergio Giusti, Marco Paltrinieri | |

| PROGETTO | |||||
| Autore / Autrice | Marica Frigerio | ||||
| Titolo | Ti aspetto qui | ||||
| Anno | 2026 | ||||
| Materia e tecnica | Ripresa video | ||||
| Dimensioni / Durata | 1920 x 1080 p / 118′ | ||||
| Abstract | La mia bisnonna materna, Geremina Buttera, è nata nel 1913 a Pagnona, in Valvarrone. Ha vissuto sui monti fino ai 10 anni e poi si è trasferita a Lecco, in città, per lavorare come bambinaia. È tornata a Pagnona durante la Seconda Guerra Mondiale, per stare con i suoi genitori ormai anziani, mentre aspettava suo marito e i suoi fratelli partiti per il fronte. Durante tutta la sua vita ha scritto poesie, il suo dolore veniva trasformato in parole che lei, con cura, appuntava con le sue mani piccole e instancabili. Come Penelope tesseva mentre attendeva il ritorno di Ulisse, lei scriveva. La gestualità dell’attesa è un sentire antico di tutte quelle generazioni di donne che si riunivano davanti al fuoco, raccontandosi storie, tessendo e filando, mentre attendevano con speranza il ritorno di qualcuno. Ora, da questa parte del mondo, quella gestualità si è persa collettivamente, ma è ancora presente dentro ognuna di noi, nella memoria delle mani. Recuperare pratiche che ravvivino questo sentire e fare comune è oggi una forma di salvezza. Ho chiesto a mia madre di trascrivere e recitare le poesie di sua nonna, e tessere con me. Tra le nostre quattro generazioni è nato un intreccio e uno scambio di gesti, che è diventato un incontro. |
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| Presentazione |
https://aess.regione.lombardia.it/wp-content/uploads/2026/06/ti-aspetto-qui_marica-frigerio.pdf |
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| Link (Youtube o Vimeo) |
https://youtu.be/xz67bIuP0QU |
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| REFERENCE AESS | |||||
| Media |
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| Didascalie | Pierluigi Navoni, Tessitura artigianale con telaio a mano – Donna anziana al lavoro – Particolare delle mani, Pagnona (LC), 1975 | ||||
| ISTITUTO | |||||
| –> | CFP Bauer | ||||
| Corso | Fotografia e nuovi linguaggi della comunicazione visiva | ||||
| Materia / Disciplina | Progetto di ricerca | ||||
| Docente (nome cognome) | Marco Paltrinieri / Sergio Giusti | ||||