Il progetto Distorsione è nato grazie alla collaborazione con l’archivio AESS di Regione Lombardia, in cui ho avuto modo di cercare documentazioni sul territorio, in particolare le leggende sulle streghe.
Mi sono soffermata sul significato della “caccia alle streghe” del periodo odierno: non si parla più di stregoneria letterale ma di persecuzioni sociali, accuse senza prove, come nel caso di campagne d’odio sui social, processi mediatici o episodi di gogna pubblica che colpiscono singole persone o gruppi senza verifiche reali. Il testo di partenza, composto da frasi brevi e ambigue, è stato scritto da me. Attraverso questa ricerca il lavoro ricrea un effetto domino, una distorsione, un messaggio che si deforma a ogni passaggio fino ad essere percepito come più vero dell’originale. Il lavoro si concentra su un’installazione sonora all’ interno di uno spazio: diverse registrazioni audio creano un discorso, con voci e toni differenti, partendo da un gesto o una frase che viene distorta dal suo contesto man mano che passa di persona in persona: una voce diventa sospetto, attraverso un sussurro, bisbiglio; il sospetto diventa accusa, tono più alto e deciso. L’accusa, infine, diventa condanna pubblica.