Identità perduta cerca di risuonare nell’esperienza degli immigranti di seconda
generazione, nello specifico della comunità cinese, che spesso si sentono fuori
luogo, in una condizione di stallo identitario, cioè sospesi tra due culture.
Nell’ideazione di questa opera, sono partita proprio dalla mia esperienza personale: pur
essendo nata in Italia e aver frequentato qui tutto il mio percorso scolastico, non sarò
mai considerata completamente italiana, poiché esteriormente rimarrò
sempre “la cinese”. Allo stesso tempo, in Cina verrei percepita come “l’italiana’, non
avendo vissuto la stessa esperienza culturale e sociale dei miei connazionali.
Nel progetto ho voluto selezionare dall’archivio AESS di Regione Lombardia 20 fotografie
di Armando Rotoletti, che documentano la presenza di immigrati cinesi nei primi anni
‘90; su ciascuna immagine, ho intervenuto togliendo una figura e rimpiazzandola con
una sagoma bianca, un’assenza visiva che simboleggia la perdita di identità e di
appartenenza, ma anche il conflitto interiore e la condizione di invisibilità vissuta da
queste persone