LACING SHOW 2: appuntamento nella galleria d’arte AD Lombardini22

Il secondo appuntamento con l’evento itinerante “Lacing Show” è negli spazi milanesi di Lombardini 22,  nei giorni 25, 26, 27 marzo, ore 15.00-19.00. Con il patrocinio di Regione Lombardia/progetto E.CH.I.

La comunità di merlettaie è stata coinvolta nel progetto curatoriale della galleria che, con il ciclo di incontri “Empatia degli Spazi”, indaga le interazioni fra cervello, corpo e spazio.
La pratica del merletto al tombolo, come molti mestieri manuali, prevede una sofisticata interazione fra il gesto manuale, la concentrazione necessaria per eseguirlo e l’ambiente in cui ciò avviene. Un' interazione che genera uno stato di benessere e di empatia profonda che costituisce una delle chiavi interpretative più interessanti di questo antico mestiere.
Le merlettaie saranno impegnate nella realizzazione di 4 tovaglie in merletto disegnate da famosi designer: Patricia Urquiola, Luca Scacchetti, Alessandro Mendini, Ugo La Pietra. La “tovaglia in merletto” diventa occasione per interpretare il tema di EXPO2015 attraverso un elemento del corredo protagonista “prezioso” delle ritualità di consumo e condivisione del cibo in Italia.

Il 25 marzo, è previsto l’incontro alle ore 18.00 con Juhani Pallasmaa
, il celebre architetto e filosofo finlandese che indaga le tematiche della percezione e dell’interazione sensoriale.
Ad accoglierlo ci saranno le mani operose delle merlettaie: quale stimolo migliore per un architetto da sempre attento alle capacità di elaborazione dei nostri corpi e alle tradizioni che si tramandano?

Programma_ Lombardi22  

Multimedia Performance E.A.T. il 23 aprile a Milano

Secondo appuntamento per la performance multimediale E.A.T. Etnografie Alimentari Transfrontaliere. Dopo il debutto svizzero a Poschiavo (Cantone Grigioni), la performance arriva a Milano, proprio una settimana prima dell'inaugurazione di EXPO2015 Nutrire il Pianeta. 

La cultura alimentare di frontiera è raccontata attraverso una performance che mette in scena voci, racconti orali, immagini, suoni, testi, musiche tradizionali e composizioni originali rielaborate attraverso l’uso creativo di narrazione, antichi saperi e nuove tecnologie, video in tempo reale, strumenti musicali tradizionali, pietre sonore e live electronics. Con la regia di Maria Elisabetta Marelli e la direzione artistica di Diego Ronzio.

ll progetto E.A.T. sperimenta, attraverso tecnologie multimediali e artistiche e azioni itineranti, nuovi modi di collaborazione transfrontaliera nell’area della Svizzera meridionale e della Lombardia con specifico riferimento alla produzione alimentare, tratto specifico e unificante dell’italianità di questo territorio. Una cultura che identifica un mondo e un paesaggio condiviso di saperi tecnici e naturalistici (beni materiali e immateriali), di relazioni umane che si conservano, si trasformano e sono suscettibili di interventi di promozione e di salvaguardia.

Giovedì 23 aprile
ore 20.30
Milano, Palazzo Pirelli Auditorium Gaber

EAT performance preview 

Una summer school per giovani visual ethnographic

Il Netherlands Institute di Atene e ETHNOFEST organizzano una summer school dal 4 luglio al 23 luglio 2015 dedicata ai giovani studenti impegnati nella ricerca etnografica e nelle scienze umanistiche che utilizzano il video, la fotografia o alcune delle altre forme di visualizzazione culturale.
Lo scopo del seminario è quello di offrire agli studenti un’esperienza di ricerca reale, in contesti urbani molto diversi, per imparare le dinamiche di un processo di produzione video-fotografico utilizzando le proprie competenze e creando nuovi contatti. Il risultato della loro ricerca (cortometraggio) sarà presentato in una sezione speciale di ETHNOFEST affinché sia parte del dibattito attuale sui temi dell’antropologia visuale e dell’etnografia. Mai come oggi l’antropologia visuale è diventata uno strumento essenziale per chi voglia impegnarsi nella ricerca etnografica: un vero e proprio “genere cinematografico”, in bilico fra ricerca e narrazione.

ETHNOFEST, Film Festival Etnografico di Atene, è ormai una piattaforma prestigiosa per i giovani registi che si dedicano al film etnografico,  presentando ogni anno una selezionata raccolta di opere. Un catalogo online raccoglie tutti i partecipanti alle scorse 5 edizioni.


Partecipare
E’ possibile candidarsi entro l’8 maggio. Il numero di partecipanti è limitato: max 30 studenti.
Inviare il modulo di domanda (in allegato) e una lettera di motivazione


info@ethnofest.gr
www.ethnofest.gr

LACING SHOW 3: appuntamento al Fuori Salone 2015 per le merlettaie canturine

Già nella scorsa edizione del Fuori Salone una delegazione di merlettaie del Comitato per la Promozione del Merletto di Cantù, si era presentata con merletti  e performance live che interpretavano il tema  “Sharing Design”, forme di condivisione creativa fra tradizione e nuovi artigiani digitali.
Quest’anno saranno ospitate da Lombardini22,  all’interno dell’installazione site specific di Stefano Boccalini “ Le parole sono ponti”. Si tratta di vasi-sculture che vogliono richiamare l’attenzione sul senso delle parole e sulla possibilità che hanno di unire, di creare ponti, condivisione, “germogli”.
Un legame potente con il tema del nutrimento, della natura e dell’Expo. E un legame poetico con il merletto, arte dell’intreccio e del “legare”, metafora della possibilità di tessere connessioni fra antiche tradizioni e i linguaggi del contemporaneo per continuare a far “crescere” il saper fare locale!

Giovedi 16 aprile 2015
dalle h.19 alle h.24
Via Lombardini 22, Milano

Cibo e identità locale

La pubblicazione ricostruisce il “modello” sul quale si basano alcuni casi di “cultura alimentare” dove la difesa e la valorizzazione del patrimonio legato ai sistemi agroalimentari locali tradizionali innesca processi virtuosi di rigenerazione comunitaria.

A partire da una ricerca sul campo ampia e approfondita, il libro presenta sei esperienze lombarde (ormai non più così isolate) come esempi paradigmatici di una rinascita di luoghi della Lombardia non omologati ai modelli dominanti. Luoghi che esprimono forme di “autogoverno” dei territori locali e una proiezione verso un futuro all'insegna di uno sviluppo autosostenibile.

L’asparago rosa di Mezzago (Mb), risorto a nuova vita, il grano saraceno autoctono di Teglio (So), la cui coltivazione è andata ri-estendendosi in tempi recenti. Il vigneto Pusterla/Capretti di Brescia, il più grande vigneto urbano d’Europa, risorto nel 2011 grazie all’impegno rinnovato della sua proprietaria; la ripresa della produzione del prestigioso mais “spinato”, il più antico della Lombardia. A Corna Imagna (Bg) la produzione, ormai quasi “clandestina”, del tradizionale “stracchino all’antica”, rivitalizzata grazie a una progettualità di rigenerazione comunitaria stimolata in prima persona dal Comune. E a Gerola Alta (So) il caso della “Casa del bitto”, espressione di una dura resistenza durata vent’anni dei produttori del “bitto storico” contro veri e propri attentati burocratici al metodo tradizionale di produzione.

Cibo e identità locale.
Sistemi agroalimentari e rigenerazione di comunità.Sei esperienze lombarde a confronto.

​Autori: Michele Corti, Sergio De La Pierre, Stella Agostini
Edito da: Centro Studi Valle Imagna
Pagine: 526
Luogo di edizione: Sant'Omobono Terme (Bg)
Anno di edizione: 2015

LACING SHOW 1: al Museo del Tessile la prima performance di merletto al tombolo

Il progetto “Design al Tombolo”, finanziato da E.CH.I. all’interno delle attività di promozione creativa dei territori e dei loro patrimoni immateriali, continua a suscitare interesse!
Le borse transfrontaliere progettate da sei designer del Politecnico di Milano in collaborazione con la comunità di merlettaie al tombolo di Cantù, saranno ospitate al Museo del Tessile e della Tradizione Industriale di Busto Arsizio (VA).
L’iniziativa è di Bottega Artigiana, un contenitore di progetti nato per promuovere la conoscenza degli antichi mestieri e l'arte artigiana italiana, attraverso mostre, laboratori, dibattitti. Tema dell’esposizione e della tavola rotonda è:
“Progetti, intenzioni, storie e notizie del mondo tessile”.

A seguito della tavola rotonda debutterà l'evento “Lacing Show: performances itineranti di merletto al tombolo”, organizzato dal Comitato per la Promozione del Merletto di Cantù e patrocinato da E.CH.I. Un circuito di eventi nella città di Milano finalizzati a promuovere il lavoro delle merlettaie all’opera per la realizzazione di 4 tovaglie in merletto disegnate da famosi designer: Patricia Urquiola, Luca Scacchetti, Alessandro Mendini, Ugo La Pietra. La “tovaglia in merletto” diventa occasione per interpretare il tema di EXPO2015 attraverso un elemento del corredo protagonista “prezioso” delle ritualità di consumo e condivisione del cibo in Italia.

Programma
Busto Arsizio 13 marzo 2015                  
Museo del Tessile e della Tradizione Industriale
Via Alessandro Volta 6/8      15.00      17.00
Tavola rotonda sul tema:
“PROGETTI, INTENZIONI, STORIE E NOTIZIE DEL MONDO TESSILE”
Interverranno:
Renata Casartelli, Presidente del comitato per la Promozione del Merletto di Cantù
Alberto Cavalli, Presidente di Fondazione Cologni : I mestieri d’arte alla radice dell’eccellenza italiana
Ugo Crespi, docente di tecnologia tessile ,Associazione ex allievi e sostenitori Itis Busto Arsizio
Pino Grasso, maestro d’arte: Storytelling
Ilaria Gugliemetti, designer: Design al Tombolo. Progetto di un intreccio. Un’ azione di valorizzazione promossa da E.CH.I.
Paolo Pianezza, imprenditore: Storytelling
Ilario Tartaglia, ingegnere tessile: La tessitura a mano: la tessitura a mano può giocare ancora un ruolo nel XXI secolo, nell’era della robotica?
Modera il dibattito la giornalista Carla Tocchetti

A seguire:
“Lacing Show: performance di merletto al tombolo di Cantù”

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La ripresa della tradizione musicale del corno pastorale

E’ in un grande affresco nella chiesa di San Lorenzo a Berzo Inferiore, in Valcamonica, che è stata individuata la più antica testimonianza iconografica di corno pastorale, il progenitore dell’Alphorn svizzero (immagine di copertina). Ma è interessante notare che l’uso dei corni non si è interrotto per più di due millenni. Già nel 37 a.C Marco Terenzio Varrone descrive l’usanza di guidare gli animali con il suono dei corni. E in Bergamasca e in Valcamonica la tradizione è tutt’ora viva.
Il lugubre urlo dei corni risuona infatti nei riti rurali di fine inverno: a Dossena (BG) nel “Ciamà Mars” e “Scasà Mars” a inizio e fine marzo, all’Aprica nel “Sunà da Mars”, l’ultima notte di febbraio, a Saviore dell’Adamello, la sera del venerdì santo nel “Ciamà le püte”.

Non solo. Il corno pastorale è protagonista anche dell’iniziativa intitolata “In nome di Maria“ che si terrà da sabato 21 febbraio a sabato 11 aprile 2015 nei comuni di Berzo Inferiore, Bienno, Esine, Prestine e Piancogno. Un evento organizzato dalle Amministrazioni Comunali in collaborazione con le rispettive Pro Loco ed Enti turistici.
La rassegna si è aperta sabato 21 febbraio con “Falò e corni“, una suggestiva proposta durante la quale, a partire dalle ore 20.30, i cinque Comuni partecipanti si sono illuminati di suoni ancestrali. Lo spettacolo è iniziato presso il santuario della Beata Vergine della Consolazione di Prestine, con l’accensione del primo falò al suono del corno.
Seguiranno altre iniziative. La prossima sarà:
– sabato 21 marzo: “Cursus Bovis Vernali“, a partire dalle ore 14.00 la processione del bue inizierà da Prestine, scendendo poi nei diversi paesi per risvegliare la terra e distribuire semi di grano e fasci di ulivo;

Quella del corno alpino è una tradizione che conquista ancora facendo rivivere atmosfere sonore antiche…

Consulta il programma completo della rassegna “In nome di Maria”, in Val Grigna (BG)

Rilancio del Popoc da marz in Val Poschiavo

In Val Poschiavo , con la tradizionale festa “Popoc dal prim da marz” ( “Pupazzo del 1° Marzo”) la comunità ha scacciato l’inverno ed accolto la primavera!
Le origini di questa tradizione risalgono all’età precristiana. Per i Romani alle calende di marzo (il 1° marzo) iniziava l’anno nuovo e nel Medio Evo in numerosi comuni retici le autorità entravano in carica. Con questo retroscena in molte regioni dell’arco alpino si rinnovano ogni anno diverse usanze per scacciare l’ inverno e salutare la primavera.

La festa negli anni si è andata progressivamente perdendo, presentandosi nelle ultime edizioni come una confusa interpretazione in chiave carnevalesca. Ecco perchè a Poschiavo è stato coinvolto un gruppo di lavoro espressamente incaricato di recuperare alcuni elementi storici attraverso attività svolte all’interno della programmazione scolastica.

Quest’anno il corteo per il borgo è infatti tornato ad essere caratterizzato dal chiassoso frastuono dei campanacci, dalle grida che “scacciano l’inverno e chiamano l’erba “(ciamà l’erba) e dai canti che invitano la primavera a tornare. Gli impressionanti “Popoc”, costruiti autonomamente dagli scolari e trasportati con l’ausilio di carri, da semplici fantocci di paglia si sono evoluti in laboriose installazioni, che riprendono problemi di attualità come guerre, disoccupazione e inquinamento.
Una manifestazione più in linea con la tradizione che ha riscoperto canti ma anche espresso un sentito momento di critica sociale, riflettendo così l'evoluzione sociale e il mutamento della percezione collettiva della stagione invernale. A questa si aggiunge, attraverso la responsabilità concessa ai ragazzi nell'organizzazione e realizzazione autonoma dell'evento, un valore di iniziazione alla vita adulta.

Il formaggio Bitto fa rete: nasce il progetto “I prìncipi delle Orobie”

Il formaggio Bitto è uno dei simboli della produzione casearia lombarda e vanta anche un primato che ben pochi prodotti hanno: fu già protagonista dell’EXPO milanese del 1906! Senza contare la presenza all’Esposizione Nazionale del 1861 a Firenze e le menzioni nelle guide gastronomiche del Rinascimento.

Il nucleo storico della sua produzione s’individua nelle valli Gerola e Albaredo, formate dal torrente Bitto da cui prende il nome, in provincia di Sondrio, a un’altitudine che va dai 1.400 ai 2.000 metri.
Negli ultimi anni il “Consorzio per la salvaguardia del Bitto storico”, l'associazione di produttori di formaggio Bitto che comprende i 15 caricatori d'alpe rilevatari degli alpeggi storici, ha lavorato per il rispetto di un disciplinare ligio alla tradizione secolare.  Si fanno chiamare i “Ribelli del Bitto” e costituiscono un vero e proprio “movimento” legato al più ampio progetto “Resistenza Casearia”, sostenuto dall’Unione Europea e dalla Fondazione Slow Food. In più di vent’anni i caseari hanno difeso con tenacia un disciplinare di produzione severissimo: l'uso del 10-20% di latte di capre orobiche, la produzione esclusivamente sui pascoli durante i mesi estivi, l'uso della legna per alimentare il fuoco sotto il paiolo in cui si riscalda il latte etc…

In vista dell’EXPO, il Consorzio Bitto Storico, insieme a una rete di attori locali, sta definendo il progetto “I Prìncipi delle Orobie”. Sette valli, 8 formaggi, 13 alpeggi, 20 rifugi…Un circuito di vie dedicate ai formaggi orobici organizzati in diversi percorsi che si snodano lungo la dorsale orobica occidentale. Non solo Bitto, dunque, ma anche Strachitunt, Stracchino della Valsassina, Formaggio d'alpe dei Piani di Bobbio, Stracchino all'antica delle valli orobiche, Agrì di Valtorta, Bitto storico, Formagì di capra Orobica, Roviöla di capra. Una iniziativa rara in cui 8 formaggi prodotti in un territorio omogeneo si mettono insieme con un obiettivo comune: dimostrare la presenza di una “comunità di pratica” che difende metodi di produzione tradizionali. Un progetto in cui l’auto-organizzazione è elemento vincente. Tutta la comunità del territorio è infatti chiamata a interagire alla costruzione dei percorsi inviando waypoints, tracce (anche gpx), fotografie localizzate, piccole schede relative a manufatti, fatti storici, leggende ecc. Chi formulerà utili elementi sarà citato tra i “progettisti” del percorso.
I turisti potranno visitare gli alpeggi, utilizzare i rifugi, percorrere sentieri caratterizzati da testimonianze storiche (vie commerciali, miniere, chiese affrescate, borghi storici). Scoprire un’area che assomiglia sempre più a un vero e proprio distretto della biodiversità alpina. Non solo un circuito di formaggi d’alpeggio ma una comunità di pratica in azione!

Consulta
Consorzio per la salvaguardia del Bitto storico
Presidio Slow Food “Valli del Bitto”
RIbelli del Bitto – blog

Il Carnevale di “segale”: il cereale di montagna diventa abito rituale

Non solo pane, non solo paglia per la lettiera degli animali o materiale isolante per la costruzione dei tetti. La segale o meglio la paglia di segale diventa anche abito rituale in occasione del Carnevale!
E’ il Carnevale Alpino di Valdieri (CN) nel cuneese che ha quale indiscusso protagonista l’Orso di paglia di segale, ripresentato dall’Ecomuseo della Segale (con il sostegno del Parco naturale delle Alpi Marittime e dal Comune di Valdieri), recuperando la memoria di un anziano del luogo che da giovane aveva interpretato più di una volta la mitica figura carnevalesca.

Dopo un lungo periodo d’interruzione durato circa quarant’anni, a partire dal 2007, l’Orso è ritornato a correre per le vie di Valdieri. Spaventa i bambini, fugge dai domatori, importuna le donne, evita l’acquasanta dei frati esorcisti: il suo risveglio dal letargo comunica alla gente che la cattiva stagione sta per finire. Nella tradizione l’orso emetteva ringhi minacciosi, faceva i dispetti, insolentiva le donne e ne sceglieva infine una per ballare. Al termine della festa l’orso di segale fuggiva, allontanandosi all’orizzonte nonostante gli sforzi e i richiami del domatore: al suo posto iniziava a bruciare su una catasta di legno un fantoccio (cicho) di paglia di segale. Nelle versioni di oggi l’irruzione dell’orso di segale, avviene di pomeriggio, nella piazza principale. Scende dalla montagna per esibirsi – secondo un copione rimasto invariato – con ruggiti, mattane e dispetti. Da circa cinque anni, l’orso non viene più rivestito con la lunga treccia di segale che si usava una volta, ma indossa un costume su cui la corda di paglia è stata fissata una volta per tutte.

Questa edizione della manifestazione si arricchirà della presenza di un altro orso mitologico quello di Monpantero di Urbiano in Valle Susa. Sfileranno insieme nel centro storico di Valdieri con le altre figure tradizionali del carnevale locale: la Quaresima, i Perulier e i Frà che declameranno le “epistule”: frasi scherzose e ironiche su personaggi famosi e abitanti delle frazioni vicine.
A pranzo si rinnova la consuetudine della distribuzione degli gnocchi da parte della Proloco sotto i portici del Municipio. Una distribuzione che un tempo era somministrata gratuitamente ai valdieresi che si presentavano muniti di vaso da notte… pratica fortunatamente caduta in disgrazia!

La manifestazione è preceduta sabato 21 febbraio, da una Conferenza sulle “Feste d’inverno nelle valli occitane alpine: ritualità e simbologia, costumi e personaggi” (a cura di R.Pellerino, Associazione Espaci Occitan).

Quasi scomparsa dal paesaggio piemontese la figura dell’orso carnevalesco sembra dunque rivivere una nuova stagione insieme alla segale che, ricordiamo, è il più “alpino” fra i cereali e gode di un rinnovato interesse su tutta l’area transfrontaliera italia-svizzera.