Cinefili in vacanza

Appassionati del grande schermo, amanti della montagna: dal 18 al 25 agosto, nello splendido scenario naturale delle Alpi, l’Associazione Festival Internazionale del Cinema vi propone la vacanza ideale – un festival cinematografico nato come tributo alle Terre Alte del Mondo.

Una rassegna di film dedicati ai paesaggi montani, alle tradizioni e alla cultura dei popoli che la abitano, ospitata a Pontresina, a pochi chilometri da St. Moritz: un’occasione imperdibile per vivere la cultura dei luoghi anche attraverso gli occhi dei registi selezionati, fra alcune delle cime più alte dell’Alta Engadina – il Pizzo Bernina (4049 m), il Piz Zupò (3996 m), il Piz Argient (3945 m) e il Piz Palü (3905 m).

Al Festival è associato anche un concorso di fotografia incentrato sulla valorizzazione delle montagne, delle loro culture, con attenzione all’alpinismo, al turismo di montagna e ai paesaggi del mondo.

Il programma completo si può scaricare sul sito Swiss Mountain Festival.

Per maggiori informazioni
Associazione Festival Internazionale del Cinema
Via Zelasco 1 – 24122 Bergamo
Tel. +39 035 237323 Fax +39 035 224686

Un’estate di Voces

Voces locandina

 “Dar voce alle persone quali testimoni del sapere e delle tradizioni, suscitando una partecipazione che riguarda l’intera comunità”: il progetto VOCES, promosso da Associazione Sviluppo Non Profit e da Res Musica – Centro ricerca e promozione musicale, con il contributo di Provincia di Lecco e di Fondazione Cariplo, si svolge nel Lecchese da giugno a settembre, con una serie di appuntamenti musicali e iniziative sul territorio.

Nato dalle ricerche sulla cultura popolare sviluppate nell’ambito del progetto R.E.I.L. (Registro delle Eredità Immateriali della Lombardia), promosso dall’Archivio di Etnografia e Storia Sociale della Regione Lombardia (AESS), il progetto si sviluppa infatti su diverse azioni: Impara l’arte, laboratori, workshop, incontri con i protagonisti della cultura tradizionale; Guarda… e impara, visite guidate ai luoghi in cui si svolgono gli eventi; e Vestiti di luce, installazioni luminose su monumenti significativi. L’esplorazione sostenibile dei luoghi e degli eventi, inoltre, è facilitata da una cartellonistica che guida ai luoghi degli eventi attraverso i sentieri e dalla predisposizione di autobus gratuiti o a prezzi speciali.

L’idea di promuovere un festival dedicato al canto della tradizione, ha spiegato a Lecco Notizie il direttore artistico Angelo Rusconi, è nata “sul finire del 2010, quando abbiamo dato il via a una ricerca sistematica sul canto liturgico di tradizione orale promossa da Regione Lombardia e finalizzata alla realizzazione di un Registro delle eredità immateriali della Lombardia. Durante questo periodo di studio abbiamo avuto modo di conoscere molte persone depositarie di un patrimonio notevole, abbiamo parlato con loro e abbiamo documentato il loro sapere. Per questo motivo abbiamo pensato di dare seguito a quel progetto di ricerca promuovendo il festival, ossia un’occasione per far rivivere e far conoscere quel prezioso patrimonio”.

I prossimi appuntamenti

Venerdì 20 luglio a Primaluna: musica, archeologia, tradizioni popolari si intrecciano in uno spettacolare scenario naturale di fronte alle Grigne con i tre momenti che scandiscono la giornata, culminante con  l’illuminazione delle rovine della grande torre medioevale che sovrasta il paese. 
Alle 21, nella piazza della Chiesa, va in scena AlpMusic: un concerto nel quale musiche, suoni, storie e immagini dell’arco alpino si intrecciano per raccontare uno dei luoghi più suggestivi d’Europa, porta di passaggio di genti e culture. Protagonisti del concerto sono i musicisti dell’Ensemble Baraban.
Prima del concerto alle ore 17.30, presso l’oratorio della chiesa di Primaluna, si terrà un workshop aperto a tutti sul tema Testimoni della tradizione: un laboratorio sulla cultura e i canti tipici dell’arco alpino. L’evento è realizzato con il patrocinio e il contributo del Comune di Primaluna.

Domenica 22 luglio a Parlasco: Mostra di strumenti antichi a cura di Michele Sangineto e Il Paese Dipinto, che prevede l’inaugurazione di una mostra fotografica al ParlArti-Parlasco per le arti, la messa con benedizione del Gonfalone, la visita al borgo ed inaugurazione del nuovo dipinto, un corteo storico in costume, una manifestazione degli sbandieratori di Primaluna e il Palio dei “10 Comuni”. In serata, videoconcerto dell’Ensemble Sangineto e Daniele Fumagalli.

Qui il programma completo della manifestazione, scaricabile in formato pdf.

Per informazioni
Res Musica 
tel. 0341 493471 – 349.6375703
resmusica@alice.it

Fra liturgia e tradizione

Il Corpus Domini a Premana, Lecco

Il Corpus Domini, o solennità del santissimo Corpo e  sangue di Cristo, è uno dei  principali eventi rituali legati all’anno liturgico della Chiesa cattolica. Si celebra il giovedì successivo alla solennità della Santissima Trinità, oppure la nona Domenica dopo quella di Pasqua. Rievoca, in una circostanza liturgica meno carica, la liturgia della Messa in Cena Domini, del Giovedì Santo.
In occasione della solennità del Corpus Domini si porta in processione, racchiusa in un ostensorio sottostante un baldacchino, un'ostia consacrata ed esposta alla pubblica adorazione: viene adorato Gesù vivo e vero, presente nel Santissimo Sacramento.

A Premana il Corpus Domini si celebra con una grande processione. Lenzuola, tendaggi, drappi, quadri, fazzoletti di seta, fiori addobbano il percorso in modo che risulti completamente coperto e la processione passi come in un “tunnel”. Le confraternite portano i loro stendardi e candelabri; le donne per l'occasione indossano il costume. La comunità partecipa attivamente alla manifestazione addobbando le finestre, i portoni e le vie del paese: fin dall’alba le tele vengono stese per coprire portoni e muri e nascondere le finestre; il tutto è completato con rami verdi e fiori di campo insieme a immagini religiose, e ancora con pizzi e tovaglie ricamate. In alcuni punti si innalzano altari.

Come sempre a Premana, il canto polivocale ha una funzione di coinvolgimento e coesione per l’intero paese: attraverso il canto tutti gli spettatori assumono il ruolo di protagonisti. A cantare è il paese intero; la pratica polivocale è totalizzante e la forte coesione che si manifesta nel canto collettivo è in questo senso espressione comunitaria.

 

Merletti, progetti ed eleganti signore

 

 

 

 

 

 


È stata la città di Locarno, nel Canton Ticino (Svizzera),  ad ospitare il 9 giugno la 29° edizione della “Giornata della Merlettaia Svizzera”. Il raduno è stato organizzato negli spazi della SUPSI – Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana, articolandosi fra le aree dedicate agli espositori commerciali e quelle allestite con selezionati merletti.

L’appuntamento annuale è voluto da FDS Fédération des Dentellières Suisses, un’associazione creata nel 1983 che conta oggi circa 1.000 membri. La FDS svolge attività di diffusione di modelli e metodi di lavorazione attraverso eventi e corsi, valorizzando spesso piccole realtà isolate. Il pizzo è parte del patrimonio culturale svizzero e la diffusione delle tante varianti tecniche consente di mantenere viva e “attraente” la sua pratica.

Padrona di casa di questa edizione è la merlettaia e artista Mira Fidanza che vive a Locarno ed è nota nella comunità del merletto al tombolo per le sue sperimentazioni di “merletto geneticamente modificato”. Una definizione particolarmente pertinente anche per molti dei lavori realizzati dagli alunni del corso didattico e da quelli candidati al concorso 2011 dal tema “Mouvement de
vagues”, a cui si aggiunge il concorso speciale FDS “Châtaigne”. Sono infatti numerosi i merletti esposti che esprimono il desiderio di sperimentare fra tridimensionalità e azzardi cromatici, filati inconsueti ed equilibri compositivi provenienti da calcoli numerici computeristici.
Difficile orientarsi nella lettura delle qualità dei diversi artefatti a conferma del complesso  valore estetico, tecnico e delle possibili traiettorie innovative che il progetto per il merletto al tombolo esprime.

Fra le merlettaie svizzere, francesi, belghe, tedesche, alcune con i costumi tipici dei propri territori, si sono distinte le merlettaie dell’area lombarda del canturino (Cantù, provincia di Como). Sono detentrici di una delle espressioni di merletto al tombolo più raffinato e riconosciuto, oggetto anche di un’indagine sul campo nel Workshop di Formazione Attiva E.CH.I. “Come documentare un sapere tecnico artigianale”.

Con un fusello di terracotta al collo, gadget appositamente fabbricato a mano per i visitatori, la visita alla “Giornata della Merlettaia Svizzera” è stata un viaggio istruttivo fra pizzi antichi e slanci innovativi. Il messaggio che la FDS ha voluto lanciare è quello che solo favorendo la “conoscenza” e la “rielaborazione” dei patrimoni si favorisce la permanenza attiva del bene stesso.
Virtuose creazioni indossate da eleganti signore merlettaie sono state la prova di un percorso già in atto!

Prossimo appuntamento, il 15 giugno 2013 ad Altstätten/SG.

(Foto di Ilaria Guglielmetti e Giulia Pils)

Pange Lingua

Un volume e 2 CD per raccontare il canto sacro nella tradizione orale dell’area fra Alessandria, Genova, Pavia e Piacenza: è Pange Lingua, di Mauro Balma e Paolo Ferrari, risultato di un lavoro collettivo svolto dagli autori con la comunità locale. Alla presentazione del volume all’Ecomuseo di Casanova Staffora hanno partecipato numerosi cantori, esibendosi in brani della tradizione sacra locale.

Esito di un accurato lavoro di ricerca, Pange Lingua contribuisce a colmare una lacuna nello studio e nella valorizzazione della musica religiosa di tradizione orale in Italia, che da sempre svolge un ruolo importante di aggregazione delle comunità urbane e contadine. Il testo si colloca nel quadro delle attività del Registro delle Eredità Immateriali della Lombardia – R.E.I.L., curato dall’Archivio di Etnografia e Storia Sociale di Regione Lombardia; alla ricerca di saperi antichi ma più che mai attuali, il progetto ha identificato in loco i depositari della tradizione, intervistandoli per delineare il contesto storico-etnografico e registrandone i canti durante le prove o nei momenti liturgici. 

Il volume può essere ordinato rivolgendosi all’Associazione Musa, scrivendo alla mail musa4province@tiscali.it
È in consultazione presso la Biblioteca dell’Archivio di Etnografia e Storia Sociale – Regione Lombardia

Compagnia Colla: l'universo vivo delle marionette

Un patrimonio culturale straordinario, una chiave popolare per capire e apprezzare il teatro in tutte le sue sfaccettature, dalla ricerca filologica al lavoro artigiano, dalla complessità della messa in scena fino alla magia del risultato. La Compagnia Carlo Colla e Figli – che oggi prosegue la sua attività con il regista, scenografo e costumista Eugenio Monti Colla – infonde vita da oltre un secolo alla tradizione in movimento delle marionette, che affonda le sue radici nella Commedia dell'Arte.

Scritturati per la prima volta nel 1906 allo storico Teatro Gerolamo di Milano, da allora con le loro rappresentazioni i Colla hanno unito famiglie aristocratiche e borghesi, offerto un repertorio vasto, animato da una puntuale indagine del contesto storiografico e intellettuale, coinvolto enti come il Teatro alla Scala e il Piccolo Teatro di Milano e cresciuto spettatori affezionati e illustri del calibro di Gordon Craig, Igor Strawinsky, Simon Weil, Luchino Visconti, Erminio Macario, Paolo Poli, Lila De Nobili, Filippo Crivelli e Giancarlo Menotti. Con il lavoro all’Atelier Carlo Colla, insomma, hanno semplicemente insegnato la cultura e le emozioni del teatro, in Italia e all’estero.

 

 


L’eredità in evoluzione della Compagnia Marionettistica vanta oltre 30.000 pezzi tra marionette, scene, costumi, attrezzeria, documenti, copioni, partiture, accessori e parrucche: si può visitare, prendendo appuntamento con la sede di Milano – per scoprire, insieme al fascino della collezione, l’universo immateriale della sapienza dei suoi eccezionali artigiani.

Per informazioni sui prossimi spettacoli spettacoli
Associazione Grupporiani, via Neera 24, 20141 Milano
tel. 02 89531301
info@marionettecolla.org

Intangible Mag: cos’è?

“Intangible Mag” è una pubblicazione online che  racconta l’immaterialità del patrimonio culturale.

Un concetto semplice perché si riferisce alla creatività umana, complesso perché si occupa delle molteplici espressioni attraverso le quali la  capacità di creare si manifesta: le arti, il linguaggio, la ritualità, i saperi tecnici, artigianali e naturalistici, che sono parte sostanziale dell’identità di comunità, antiche e recenti.

“IntangibleMag” intende salvaguardare le diversità culturali del nostro paese raccontandole con l’attenzione dovuta a ciò che non è estemporaneo ma è esito di un processo che è radicato con orgogliosa tenacia, capacità di conservare e di innovare, nel  patrimonio culturale di comunità e gruppi sociali.

Si parlerà di patrimoni viventi che, per mantenere la propria vitalità, hanno bisogno di essere trasmessi dalla generazioni anziane alle giovani, e, per questo, ci piacerà parlare soprattutto ai giovani, per favorire un passaggio di consegne e, non di meno,  per sostenere  quell’innovazione creativa che è elemento indispensabile per dare senso alle cose.

Renata Meazza
Archivio di Etnografia e Storia Sociale
Regione Lombardia